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Laura Perspicace
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Intervista a Laura Perspicace Мужское – женское Первый канал
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Nati in Italia – Figli adottivi cercano genitori biologici

“FIGLIO MIO, NON TI HO ABBANDONATO: HO SCELTO LA STRADA CHE CREDEVO MIGLIORE PER TE”

Una madre cerca il figlio dato in adozione nel 2002. Il bambino è nato a Forlì, in Emilia-Romagna, il 26 maggio 2002. “Non voglio turbare la tua vita. Vorrei soltanto che, se un giorno vorrai delle risposte, tu sappia che non troverai un muro davanti a te.”

Paola mi ha scritto.

È una storia difficile, fatta di dolore, paura, solitudine e di una scelta che una madre non dimentica.

Il 26 maggio 2002, intorno alle ore 20:30, Paola diede alla luce un bambino maschio e sano, a Forlì, in Emilia-Romagna.

Questa informazione, secondo quanto racconta Paola, le venne riferita accidentalmente da un’ostetrica. Subito dopo la nascita venne disposta un’adozione anonima.

Paola, all’epoca, si trovava in una situazione estremamente difficile.

Non aveva una casa, non aveva una stabilità economica e, soprattutto, non si trovava nelle condizioni psicologiche necessarie per poter crescere un bambino.

Aveva cercato di credere alle promesse di aiuto di alcune persone, tra cui i suoi stessi genitori.

Le avevano assicurato che l’avrebbero aiutata.

Ma la realtà si rivelò diversa.

E Paola si trovò davanti a una scelta terribile: decidere per la vita di quel bambino appena nato.

Una decisione che dovette prendere praticamente subito.

“È STATA LA SCELTA PIÙ DOLOROSA DELLA MIA VITA”

Paola non usa la parola abbandono per descrivere ciò che è successo.

Per lei, quella fu una scelta dolorosissima, compiuta nella convinzione che fosse la strada migliore per suo figlio.

Non voleva abbandonarlo.

Voleva che avesse una vita che lei, in quel momento, non era in grado di garantirgli.

Era senza una casa, senza un sostegno concreto e senza quelle condizioni che avrebbero potuto permetterle di crescere un bambino.

La vergogna e il dolore di quella decisione sono rimasti dentro di lei per tutti questi anni.

Oggi, però, quel bambino è diventato un uomo.

E sta per compiere 25 anni.

“NON VOGLIO TURBARE LA TUA ESISTENZA”

È proprio questo il messaggio che Paola vuole affidare a questo appello.

Non vuole irrompere nella vita del figlio.

Non vuole sconvolgere la famiglia che lo ha cresciuto.

Non pretende di essere riconosciuta come madre.

Non chiede nemmeno necessariamente di incontrarlo.

Vorrebbe soltanto che lui sappia che non è mai stato dimenticato.

E soprattutto vorrebbe lasciargli una porta aperta.

Perché, se un giorno suo figlio sentirà il bisogno di conoscere la propria storia, di sapere qualcosa sulla donna che lo ha messo al mondo o semplicemente di avere qualche risposta, Paola non vuole che trovi davanti a sé un muro invalicabile.

“SE VORRAI SAPERE CHI SONO, IO CI SARÒ”

Paola si affida a Laura Perspicace e al sito “Figli Adottivi Cercano Genitori Biologici” per far arrivare questo messaggio proprio a lui.

Se suo figlio dovesse riconoscere questa storia e desiderasse soltanto ricevere qualche informazione sulla propria madre biologica, potrà farlo attraverso Laura, anche senza essere obbligato a incontrarla.

Potrà scegliere lui.

Potrà chiedere informazioni.

Potrà decidere se fermarsi lì oppure, un giorno, fare un passo in più.

La cosa importante, per Paola, è che sappia una verità:

“Figlio mio, io non volevo abbandonarti.”

In quel momento della sua vita, Paola credeva di non avere alternative concrete.

E scelse ciò che pensava potesse garantire a quel bambino un futuro migliore di quello che lei avrebbe potuto offrirgli in quelle condizioni.

Una scelta dolorosa.

Una scelta che non ha mai smesso di portare dentro.

I DATI DELLA RICERCA

  • Data di nascita: 26 maggio 2002
  • Ora della nascita: circa 20:30
  • Sesso: maschio
  • Luogo di nascita: Forlì, Emilia-Romagna
  • Adozione: anonima, disposta subito dopo la nascita

UN APPELLO CHE CHIEDE SOLO UNA POSSIBILITÀ

Per questo chiediamo a tutti di condividere il più possibile questo appello.

Potrebbe arrivare al figlio di Paola.

Potrebbe arrivare alla sua famiglia adottiva.

Potrebbe arrivare a qualcuno che conosce la sua storia e che può riconoscere gli elementi di questa vicenda.

L’obiettivo non è sconvolgere una vita.

È semplicemente fare in modo che, qualora quel bambino oggi adulto desideri conoscere le proprie origini, sappia che sua madre è ancora qui e che non ha mai smesso di pensare a lui.

A volte una madre non può scegliere le circostanze in cui nasce suo figlio.

Può soltanto scegliere ciò che, in quel momento, crede sia il meglio per lui.

E oggi Paola vuole lasciargli una possibilità.

La possibilità di conoscere la verità, quando e se lo vorrà.

🙏 MASSIMA CONDIVISIONE.

Forse questo messaggio arriverà proprio a lui.

E forse, dopo quasi venticinque anni, un figlio potrà finalmente sapere che, dall’altra parte di quella storia, c’è una madre che non ha mai smesso di chiedersi come stesse e che, nonostante tutto, gli ha voluto bene.


“MAMMA, VORREI SOLO CONOSCERTI”: SIMONETTA CERCA LA DONNA CHE LE HA DATO LA VITA

Nata a Livorno il 1° settembre 1963, fu affidata in adozione con poche informazioni sulle proprie origini. Oggi, dopo oltre sessant’anni, cerca la madre biologica: una donna che potrebbe avere circa 80 anni e che forse apparteneva a una famiglia romana molto conosciuta.

Simonetta scrive.

Simonetta, però, potrebbe non essere il suo vero nome.

È il nome che le venne assegnato prima di essere data in adozione. È uno dei pochi punti fermi di una storia che, a distanza di oltre sessant’anni, presenta ancora moltissimi interrogativi.

Simonetta è nata a Livorno il 1° settembre 1963.

Anni fa si è rivolta al Tribunale per i Minorenni di Firenze nella speranza di poter conoscere qualcosa in più sulla propria madre biologica. Le informazioni ricevute, tuttavia, sono state pochissime.

Una delle poche indicazioni riguarda una donna identificata con il nome “Rina”, che potrebbe però essere un nome fittizio.

Secondo le informazioni emerse, questa donna potrebbe appartenere a una nota e influente famiglia di Roma ed essere la nipote di un avvocato.

Sono informazioni che Simonetta non considera certezze, ma possibili elementi attraverso i quali provare oggi a ricostruire una storia rimasta per troppo tempo senza risposte.

UNA GRAVIDANZA LONTANO DA CASA

Secondo quanto le è stato riferito, durante la gravidanza, o almeno negli ultimi mesi, la madre biologica avrebbe soggiornato a Rosignano.

È possibile che si sia trattato di una scelta della famiglia, forse per evitare che la gravidanza suscitasse domande o uno scandalo nell’ambiente di provenienza.

Ma anche questo è un elemento che Simonetta vorrebbe verificare.

Quello che invece conosce con maggiore precisione sono le circostanze della sua nascita.

Alle 3 del mattino del 1° settembre 1963, sua madre si sarebbe ricoverata presso la Casa di Cura Villa Tirrena di Livorno.

Alle 11 del mattino dello stesso giorno avrebbe dato alla luce Simonetta.

Le dimissioni della donna risulterebbero avvenute il 4 settembre alle ore 7.

Poi, il silenzio.

E una bambina che avrebbe iniziato la propria vita lontano dalla madre biologica.

DOPO PIÙ DI SESSANT’ANNI, LA RICERCA RICOMINCIA

Simonetta non conosce il destino della donna che l’ha messa al mondo.

Non sa con certezza quale fosse il suo vero nome.

Non sa cosa sia accaduto nella sua vita dopo quella nascita.

Non sa se abbia avuto altri figli, se abbia costruito una famiglia o se, ancora oggi, conservi dentro di sé il ricordo di quella bambina nata a Livorno nel 1963.

Ed è proprio per questo che oggi lancia questo appello.

Non lo fa con rabbia.

Non cerca colpevoli.

Cerca risposte.

“VORREI SOLO DARE UN VOLTO A MIA MADRE”

Simonetta immagina che oggi quella donna possa avere circa 80 anni.

E le piace pensare che, forse, anche lei possa avere ancora il desiderio di conoscere quella figlia che ha messo al mondo più di sessant’anni fa.

“Vorrei che avesse voglia di conoscermi quanto io ne ho di conoscere lei.”

Non pretende di entrare nella sua vita.

Non vuole sconvolgere la famiglia che eventualmente la donna ha costruito nel corso degli anni.

Vorrebbe semplicemente poter interloquire con lei o con uno dei suoi familiari, conoscere la propria storia e, se sua madre è ancora viva, poterle dare finalmente un volto.

E soprattutto poterle dire una parola che porta dentro da tutta la vita:

grazie.

Simonetta racconta di aver avuto una vita bellissima, dignitosa, fortunata e piena d’amore.

Non cerca la madre biologica per sostituire la famiglia che l’ha cresciuta.

La cerca perché una parte della propria storia è rimasta senza un volto.

ANCHE UN FIGLIO O UN PARENTE POTREBBE RICONOSCERE QUESTA STORIA

L’appello non è rivolto soltanto alla possibile madre biologica.

Potrebbe essere letto da un figlio, una figlia, un nipote, un familiare, un’amica di gioventù o qualcuno che conosce quella storia.

Qualcuno potrebbe riconoscere la descrizione di quella giovane donna che nel 1963 soggiornò a Rosignano, si ricoverò a Livorno nelle prime ore del 1° settembre e diede alla luce una bambina alle 11 del mattino.

Una sola informazione potrebbe permettere di aggiungere un tassello fondamentale a una ricerca che dura da decenni.

IL CONTATTO PUÒ AVVENIRE ANCHE IN FORMA ANONIMA

Se la donna che riconoscesse questa storia fosse proprio la madre biologica di Simonetta, oppure un suo familiare, può contattare Laura Perspicace attraverso il sito “Figli Adottivi Cercano Genitori Biologici”.

Il contatto potrà avvenire in forma privata e anonima, nel pieno rispetto della riservatezza e della vita attuale di chiunque decida di farsi avanti.

Non è necessario esporsi pubblicamente.

Non è necessario sconvolgere la propria vita.

Simonetta chiede soltanto la possibilità di conoscere le proprie origini e, se sarà possibile, di guardare negli occhi la donna alla quale deve la propria vita.

Perché, in fondo, conoscere le proprie origini significa anche poter guardarsi allo specchio e chiedersi:

“A chi assomiglio? Da dove vengo? Qual è la storia che mi ha portato fin qui?”

🙏 CHIEDIAMO A TUTTI LA MASSIMA CONDIVISIONE.

Forse questo appello arriverà proprio alla persona che Simonetta cerca.

Forse a qualcuno che conosce quella storia.

O forse, dopo più di sessant’anni, arriverà finalmente alla donna che il 1° settembre 1963, alle ore 11, diede alla luce una bambina a Livorno.

Quella bambina oggi è una donna.

E vuole soltanto conoscere la propria storia.


“MAMMA, NON VOGLIO CAMBIARE LA TUA VITA. VORREI SOLO DARE UN VOLTO ALLA DONNA CHE MI HA DATO LA VITA”

Roberto è nato a Roma il 4 marzo 1969, al Policlinico Umberto I. Fu abbandonato alla nascita e adottato quando aveva appena cinque mesi. Oggi, dopo oltre cinquant’anni, cerca la madre biologica: non per sconvolgere la sua vita, ma semplicemente per conoscerla e ringraziarla.

Roberto scrive.

Il nome utilizzato in questo appello è Roberto Friscione (cognome fittizio).

Roberto è nato a Roma il 4 marzo 1969, presso il Policlinico Umberto I.

La sua è una storia iniziata con un abbandono, ma anche con una scelta che gli ha permesso di avere una famiglia e una vita piena d’amore.

Fu adottato all’età di cinque mesi.

Della sua madre biologica sa che era originaria della Campania e che, al momento della sua nascita, aveva un’età compresa indicativamente tra i 27 e i 29 anni.

Dopo il parto, la donna lasciò l’ospedale il secondo giorno, nonostante il parere contrario dei sanitari, e firmò la documentazione relativa al diritto all’anonimato.

Quella firma, oltre cinquant’anni fa, segnò il destino di entrambi.

Una madre che proseguì la propria vita.

Un bambino che venne accolto da un’altra famiglia e che crebbe circondato dall’amore.

UNA RICERCA INIZIATA DOPO TANTI ANNI

Circa dieci anni fa, Roberto presentò un’istanza attraverso il Tribunale per cercare di conoscere le proprie origini.

La madre biologica venne rintracciata.

Ma, quando le fu proposta la possibilità di incontrare il figlio, scelse di non farlo.

Roberto ha rispettato quella decisione.

Nonostante ciò, dentro di lui è rimasta una domanda che non si è mai spenta:

Chi è mia madre?

Oggi Roberto torna a cercarla, ma lo fa con uno spirito completamente diverso da quello che qualcuno potrebbe immaginare.

Non vuole costringerla a incontrarlo.

Non vuole entrare nella sua famiglia.

Non vuole sconvolgere la sua vita né creare problemi.

Vuole soltanto avere, almeno una volta, la possibilità di interloquire con lei, conoscerla e darle un volto.

“MAMMA, NON DEVI AVERE PAURA DI ME”

Questo è il messaggio che Roberto vuole far arrivare alla sua madre biologica.

Non devi avere paura.

Non voglio invadere la tua vita.

Non voglio sapere tutto ciò che hai fatto in questi anni, né voglio modificare ciò che hai costruito.

Vorrei soltanto poter parlare con te.

Vorrei sapere chi sei.

Vorrei conoscere la donna che mi ha dato la vita.

E soprattutto vorrei ringraziarti.

Perché Roberto, nonostante il modo in cui è iniziata la sua vita, racconta di aver avuto una bellissima famiglia.

Una famiglia che lo ha cresciuto, amato e accompagnato per tutta la sua vita.

La sua storia avrebbe potuto essere diversa.

Sua madre avrebbe potuto fare altre scelte.

Invece gli ha dato la vita e, indirettamente, gli ha permesso di essere accolto da una famiglia che gli ha dato amore.

Ed è proprio per questo che oggi Roberto non cerca risposte con rabbia.

Le cerca con gratitudine.

UN CONTATTO ANCHE NEL PIÙ ASSOLUTO ANONIMATO

Roberto sa che la sua madre biologica, dopo tanti anni, potrebbe avere una famiglia, dei figli, dei nipoti o una vita della quale non ha mai parlato a nessuno.

Per questo non pretende nulla.

Se la donna riconoscesse questa storia e volesse semplicemente mandare un messaggio, anche senza rivelare pubblicamente la propria identità, potrà farlo attraverso Laura Perspicace e il sito “Figli Adottivi Cercano Genitori Biologici”.

Ogni contatto sarà trattato con la massima riservatezza.

La madre potrà scegliere liberamente se e come comunicare con Roberto.

Non le viene chiesto di sconvolgere la propria vita.

Le viene soltanto offerta una possibilità.

Quella di poter parlare, se lo desidera, con il figlio che non ha mai conosciuto.

L’APPELLO ALLA CONDIVISIONE

Per questo chiediamo a tutti coloro che leggeranno questa storia di condividerla il più possibile.

Potrebbe arrivare alla persona giusta.

Potrebbe leggerla qualcuno che conosce quella donna.

Qualcuno che nel 1969 viveva a Roma o in Campania e ricorda una giovane donna di circa 27-29 anni che partorì al Policlinico Umberto I.

Potrebbe riconoscere questa storia un familiare, un’amica, una persona che all’epoca conosceva le circostanze di quella nascita.

E forse, attraverso una semplice condivisione, questo messaggio potrebbe arrivare finalmente proprio a lei.

Alla donna che 4 marzo 1969 diede alla luce un bambino.

Quel bambino oggi è un uomo.

Si chiama Roberto.

E non vuole cambiare il passato.

Vuole soltanto conoscere sua madre, darle un volto e dirle una parola che porta dentro da tutta la vita: GRAZIE.

🙏 Condividiamo questo appello.

Anche una sola condivisione potrebbe essere il filo che, dopo oltre cinquant’anni, conduce Roberto alle sue origini.


Federica cerca la donna che le ha dato la vita: “Non voglio sconvolgere la tua vita, voglio solo sapere chi sei”

Un’adozione avvenuta a Lamezia Terme nel gennaio 1984. Federica fu affidata a una famiglia appena tre giorni dopo la nascita. Oggi, a 42 anni, cerca la madre biologica per conoscere le proprie origini e, soprattutto, per poterla ringraziare.

Federica mi scrive.

È una storia che arriva da lontano, dal 15 gennaio 1984, giorno in cui Federica nasce a Lamezia Terme.

Soltanto tre giorni dopo la sua nascita, la bambina viene affidata a quella che sarebbe diventata la sua famiglia adottiva. Non si trattò, per quanto è stato possibile ricostruire, di un’adozione arrivata dopo un periodo trascorso in un brefotrofio: fu una sorta di affidamento diretto e programmato, probabilmente organizzato affinché la neonata potesse essere accolta immediatamente da una famiglia che non poteva avere figli.

Le circostanze nelle quali la madre biologica si trovasse all’epoca non sono conosciute. Potrebbe essere stata molto giovane, forse minorenne, oppure potrebbe aver vissuto una situazione familiare o personale che le impediva di crescere quella bambina. Sono soltanto ipotesi: ciò che Federica vuole oggi non è giudicare, ma capire.

Anche la documentazione e la storia raccontata negli anni alla ragazza avrebbero contribuito a farle credere che la vicenda fosse diversa. Federica è cresciuta pensando che il padre adottivo potesse essere, in realtà, il suo padre biologico e che la sua storia familiare fosse legata a una relazione extraconiugale e alla successiva unione con la donna che l’avrebbe cresciuta.

Con il passare degli anni, però, sono emersi elementi che hanno portato Federica a comprendere che la realtà poteva essere completamente diversa.

E così è iniziata una ricerca.

Una ricerca che non nasce dalla rabbia

Federica oggi non cerca la madre biologica per sconvolgerle la vita.

Non vuole entrare nella sua famiglia, non vuole pretendere spiegazioni, non vuole modificare equilibri costruiti nel corso di quarant’anni.

Vuole semplicemente sapere chi è la donna che l’ha messa al mondo.

Vuole darle un volto, conoscere la sua storia, sapere come è andata realmente quella vicenda e, soprattutto, sapere che sta bene.

Federica, infatti, racconta di aver avuto una bellissima famiglia adottiva, alla quale deve tutto. Non c’è alcun desiderio di sostituire gli affetti che ha ricevuto o di rinnegare la propria vita.

C’è soltanto quel vuoto che, prima o poi, per molte persone adottate diventa impossibile ignorare: la necessità di conoscere le proprie origini.

E c’è anche un sentimento molto forte che Federica vorrebbe trasmettere alla sua madre biologica:

grazie.

Grazie perché, qualunque siano state le ragioni che l’hanno portata a prendere quella decisione, Federica è cresciuta amata e protetta.

Forse si chiama Maria?

Nel corso delle sue ricerche Federica ha raccolto alcune informazioni, ma nulla è ancora certo.

Una delle possibili piste porta al nome Maria, ma anche questo elemento deve essere considerato esclusivamente come un’ipotesi e viene indicato con un punto interrogativo.

Potrebbe essere lei. Potrebbe non esserlo.

Per questo motivo, ogni piccola informazione potrebbe essere importante: qualcuno che ricorda quella nascita, quella bambina, quella giovane donna, quella famiglia o una storia raccontata tanti anni fa potrebbe possedere proprio quel tassello che oggi manca a Federica.

“Mamma, non voglio entrare nella tua vita”

L’appello è rivolto innanzitutto alla donna che potrebbe essere la madre biologica di Federica.

Se è ancora viva e se conosce la storia della bambina nata a Lamezia Terme il 15 gennaio 1984, Federica vuole farle sapere una cosa molto semplice:

non deve avere paura di essere cercata.

Se nel frattempo quella donna ha costruito una famiglia, se non ha mai raccontato a nessuno quella parte della propria vita o se preferisce mantenere tutto nell’assoluto anonimato, Federica rispetterà completamente la sua scelta.

È possibile contattare Laura Perspicace in forma privata e anonima, senza rendere pubblica alcuna informazione personale.

Non è necessario esporsi pubblicamente.

Non è necessario raccontare la propria vita.

Potrebbe essere sufficiente anche soltanto un primo contatto, mediato e riservato, per permettere a Federica di sapere finalmente qualcosa delle proprie origini.

Un appello alla condivisione

Per questo chiediamo a tutti coloro che leggeranno questa storia di condividerla il più possibile.

Potrebbe arrivare a qualcuno che conosce quella vicenda.

A una persona che nel 1984 viveva a Lamezia Terme.

A qualcuno che ricorda una giovane donna incinta.

A qualcuno che conosce una storia di una bambina affidata, appena nata, a una famiglia che non poteva avere figli.

O, semplicemente, alla persona giusta che potrebbe riconoscere questa storia.

Federica non pretende di riavvolgere quarantadue anni di vita.

Chiede soltanto la possibilità di aprire una porta.

Una porta che le permetta di conoscere le proprie origini, di sapere chi era sua madre e, se sarà possibile, di guardarla negli occhi almeno una volta.

“Non voglio sconvolgere la tua vita. Voglio solo sapere chi sei, sapere che stai bene e ringraziarti per avermi permesso di avere la famiglia che ho avuto.”

Chiunque abbia informazioni utili può contattare Laura Perspicace in forma privata, anche garantendo il massimo anonimato.

Ogni condivisione può fare la differenza.

Forse, dopo quarantadue anni, quella bambina che un tempo venne affidata a mani sicure sta finalmente cercando la strada per tornare, almeno con il cuore, alle proprie origini.


Auguri da tutti noi ❣️❣️❣️

Torino, cerca la madre biologica: un ricordo potrebbe essere la chiave per ritrovare le proprie origini

Una persona che desidera rimanere anonima scrive:

Sono alla ricerca della mia madre biologica e mi rivolgo a questo sito con la speranza che qualcuno possa riconoscere la mia storia.

Cerco una donna che potrebbe chiamarsi Clementina T.. Il nome mi è stato riferito molti anni dopo da alcune persone che mi hanno conosciuta da bambina, ma non ho la certezza che sia corretto.

L’unica informazione di cui dispongo è che, nel 1989, nei dintorni di Torino, questa donna avrebbe dato alla luce una bambina che successivamente è stata data in adozione.

So che gli elementi sono pochi, ma a volte è proprio un piccolo dettaglio a permettere di ricostruire una storia rimasta incompleta per tanti anni.

Se pensi che questo appello possa riguardarti, oppure se riconosci questa vicenda e hai informazioni che potrebbero essere utili, ti chiedo gentilmente di contattarmi attraverso questo sito.

Ogni segnalazione sarà trattata con la massima discrezione e nel rispetto della privacy di tutte le persone coinvolte.

Condividere questo articolo potrebbe far arrivare questo messaggio alla persona giusta. A volte, un semplice passaparola può restituire a qualcuno le proprie radici.


Adottato alla nascita, Antonio cerca la madre biologica: «Vorrei solo darle un volto e sapere che sta bene»

Antonio scrive:
Sono nato a Stigliano il 17 gennaio 1975 e, solo da poco tempo, ho avuto la conferma di essere stato adottato.

Da quel momento è nato in me il desiderio di ricostruire le mie origini e conoscere la donna che mi ha dato la vita.

Le poche informazioni in mio possesso raccontano che mia madre biologica lavorava come governante e che, subito dopo la mia nascita, fui affidato al convento di Melfi, da dove, pochi mesi più tardi, venni adottato.

Non cerco nulla di materiale e non voglio sconvolgere la vita di nessuno. Il mio unico desiderio è poter dare un volto alla persona che mi ha messo al mondo e sapere che sta bene.

Per questo motivo mi affido a questo sito, con la speranza che il passaparola e una semplice condivisione possano raggiungere chi conosce questa storia o la donna che sto cercando.

Se mia madre biologica dovesse riconoscersi in queste parole, oppure se qualcuno fosse in possesso di informazioni utili, può contattarmi attraverso questo sito. Ogni segnalazione sarà accolta con la massima riservatezza.

A volte basta una condivisione per riunire due vite rimaste lontane per tanti anni.


Como: cerca il padre biologico dopo la scomparsa della madre. «Vorrei solo sapere chi è»

Gianluca scrive:

Sono nato a Como nel 1987. Sono cresciuto con mia madre, di origini portoghesi, che purtroppo è venuta a mancare alla fine di dicembre 2024, dopo due ictus ischemici.

Oggi, dopo la sua scomparsa, sento il bisogno di conoscere le mie origini e di dare un volto a mio padre biologico. Non cerco di invadere la vita di nessuno e non ho alcuna pretesa: desidero semplicemente sapere chi è mio padre e, se lui lo vorrà, conoscerlo.

Le poche informazioni in mio possesso potrebbero essere utili a far riaffiorare qualche ricordo.

Mia madre conobbe quest’uomo mentre lavorava con contratti stagionali in Svizzera. Successivamente si trasferì a Como. Mi è stato raccontato che lui avrebbe gestito una pizzeria a Como insieme alla sorella.

Ricordo che il suo soprannome potrebbe essere stato “Tino”, anche se alcuni familiari ritengono che il suo nome potesse essere Sergio. Non ho la certezza di questi particolari, ma spero possano aiutare qualcuno a riconoscere questa storia.

Un altro elemento che mi è stato riferito è che, anni fa, grazie all’intervento di un funzionario del Consolato portoghese di Milano, sarebbe stato organizzato un incontro tra lui e mia madre, incontro che però non ebbe mai luogo.

Se quest’uomo dovesse riconoscersi in queste righe, oppure se qualcuno fosse in possesso di informazioni che possano aiutarmi a ricostruire la mia storia, può contattarmi tramite questo sito.

Condividere questo articolo potrebbe permettere a un figlio di trovare finalmente le risposte che cerca da una vita.

Ogni segnalazione sarà trattata con la massima riservatezza.


Cerchiamo Rosa: allontanata da bambina, la sua famiglia non ha mai smesso di cercarla

Maria Grazia mi ha scritto con una richiesta che racchiude il desiderio di una famiglia di ricomporre una ferita aperta da oltre quarant’anni.

La donna è alla ricerca di sua sorella, una bambina che, all’età di sei anni, venne portata in un istituto di Torino e successivamente adottata.

La persona cercata si chiama Rosa ed è nata a Torino il 6 marzo 1981.

Nella sua email, Maria Grazia racconta il dolore che questa separazione ha lasciato nella famiglia:

“Mia mamma porta questa sofferenza nel cuore da tantissimo tempo. Vorrei che la sua angoscia si trasformasse finalmente in gioia e che potesse riabbracciare sua figlia. Anch’io desidero tanto conoscerla.”

Esiste anche una possibile pista, che però non è stata mai confermata: Rosa potrebbe trovarsi in Calabria?

Se Rosa dovesse leggere questo appello o se qualcuno riconoscesse la sua storia e fosse in possesso di informazioni utili, può contattarmi attraverso il sito. Ogni segnalazione sarà trattata con la massima riservatezza.

Un semplice gesto, come condividere questo articolo, potrebbe essere decisivo per riunire una famiglia che aspetta questo momento da una vita.


APPELLO | A 43 anni Michele cerca ancora le sue origini: aiutiamolo a ritrovare la sua storia

Marzietta scrive:

“Mi rivolgo al sito Figli Adottivi Cercano Genitori Biologici con la speranza che qualcuno possa aiutarci a ricostruire le origini del mio compagno, Michele.

Abbiamo già presentato la richiesta al Tribunale per i Minorenni, ma sappiamo che i tempi possono essere molto lunghi. Per questo motivo abbiamo deciso di lanciare anche questo appello, nella speranza che possa arrivare alla persona giusta.

Michele è nato prematuro il 16 dicembre 1982 a Biella, molto probabilmente presso il vecchio ospedale Poveri Infermi.

Da quello che siamo riusciti a ricostruire, subito dopo la nascita è stato allontanato dalla madre biologica e affidato inizialmente al nonno. In seguito, a causa di un ricovero ospedaliero del nonno, non è stato più possibile prendersi cura di lui.

È stato quindi trasferito a Torino, in Corso Casale, presso una struttura di accoglienza, probabilmente un orfanotrofio o una casa famiglia, dove è rimasto fino all’età di circa quattro anni e mezzo, quando è stato adottato.

Della sua mamma biologica, purtroppo, non conosciamo alcuna informazione.

Oggi Michele desidera soltanto conoscere la verità sulle proprie origini, ritrovare le sue radici e, se possibile, la sua famiglia biologica.

Se qualcuno riconosce questa storia, ricorda quei fatti o pensa di avere anche il più piccolo dettaglio utile, vi chiediamo di contattarmi in privato. Ogni informazione sarà accolta con il massimo rispetto e nella più assoluta riservatezza.

Condividere questo appello richiede solo un istante, ma potrebbe cambiare la vita di Michele e regalargli, dopo 43 anni, l’emozione più grande: ritrovare la propria storia. ❤️


AIUTIAMO ANNA RITA A RITROVARE LE SUE ORIGINI

Nao scrive:

“Vorrei aiutare mia suocera a ritrovare le sue origini familiari e la sua storia.

Mia suocera, Anna Rita, è nata il 24 febbraio 1959 a Livorno. Alla nascita pesava circa 3 chili e 600 grammi. Dopo aver trascorso i primi otto giorni di vita in ospedale, il 3 marzo 1959 venne trasferita in un orfanotrofio della città.

Per tutta la vita ha convissuto con domande rimaste senza risposta. Domande che riguardano le sue radici, la sua famiglia biologica e la sua identità.

Le poche informazioni in nostro possesso raccontano che la madre biologica potrebbe essere stata una donna emiliana, nata nel 1934, probabilmente di nome Argentina.

Sembra inoltre che questa donna abbia avuto altre gravidanze, forse cinque in totale. Non sappiamo però se gli altri figli siano stati cresciuti da lei oppure dati in adozione.

Secondo le informazioni raccolte fino ad oggi, Anna Rita potrebbe essere stata la quarta figlia.

Alla bambina venne attribuito il cognome Giannetti, un cognome fittizio assegnato dall’istituto e non appartenente alla famiglia biologica.

Oggi, dopo tanti anni, il desiderio non è quello di giudicare il passato, ma semplicemente di conoscere la verità, dare un volto alle proprie origini e magari ritrovare qualcuno che condivida il suo stesso sangue e la sua stessa storia.

Se qualcuno riconosce questi dettagli, se conosce una donna di nome Argentina nata nel 1934 che potrebbe aver vissuto questa vicenda, oppure se questa storia vi sembra in qualche modo familiare, vi chiediamo di contattarci.

Anche una semplice condivisione può arrivare alla persona giusta.

Dietro ogni ricerca c’è una vita intera di domande, speranze e attese.

Aiutiamo Anna Rita a ritrovare le sue radici.

Condivisione massima.


Un filo invisibile che spero di ritrovare

Mi chiamo Elena e sono nata il 31 luglio 2004 presso l’Ospedale Borgo Roma di Verona.

Ti scrivo questa email personale perché desidero avere un contatto diretto con te e chiederti un aiuto importante: la pubblicazione del mio appello nella speranza di poter ritrovare mia madre biologica.

Non ho aspettative particolari e sono consapevole che questa ricerca potrebbe non portare a nulla. Tuttavia credo che tentare sia sempre meglio che vivere con il dubbio di non averci provato.

Sono cresciuta con la consapevolezza delle mie origini e, oggi che sono adulta, sento il desiderio di conoscere una parte della mia storia. Non cerco spiegazioni, giudizi o rivincite. Vorrei semplicemente sapere chi è la donna che mi ha dato la vita e, se lei lo desiderasse, avere la possibilità di conoscerla.

Forse mia madre non leggerà mai questo messaggio. Forse non saprà nemmeno che la sto cercando. Ma se per caso queste parole dovessero arrivare a lei, vorrei che sapesse che non c’è rabbia nel mio cuore, soltanto curiosità, rispetto e il desiderio di completare il puzzle della mia identità.

Chiedo a tutti coloro che leggeranno questo appello di condividerlo il più possibile. A volte una semplice condivisione può percorrere strade impensabili e raggiungere la persona giusta.

Grazie di cuore a chiunque vorrà aiutarmi in questa ricerca.

Elena
Nata il 31 luglio 2004
Ospedale Borgo Roma – Verona


🔎 “Nato a Bologna e adottato alla nascita: Giacomo cerca la sua verità”

Giacomo mi ha scritto:
Sono nato il 4 gennaio 2002 all’Ospedale Maggiore di Bologna.
Sono stato adottato alla nascita e non ho nessuna informazione sui miei genitori biologici. Oggi, con cuore sincero e senza alcuna pretesa, vorrei provare a ritrovare mia madre biologica… o almeno ricevere un frammento delle mie origini.

Non conosco il motivo della mia adozione, né chi fossero i miei genitori di origine.
Ho sempre saputo di avere tratti somatici che non sembrano tipicamente italiani, ma questa è solo una percezione, non una certezza: non voglio influenzare nessuno, perché il mio unico desiderio è ritrovare la mia storia così com’è, nella sua verità.

Se qualcuno ricorda una nascita, una situazione delicata, una giovane donna che nel gennaio 2002 ha partorito all’Ospedale Maggiore di Bologna… vi prego, condividete questo appello. Anche un dettaglio, una voce, un ricordo potrebbe fare la differenza.

Aiutatemi a dare un nome alle mie radici.
Grazie di cuore.
— Giacomo


🌿 APPELLO DI RICERCA – CONCETTA (SIRIA MARIA)

Concetta scrive:
Mi chiamo Concetta, ma il mio primo nome, quello del mio battesimo, era Siria Maria.
Sono nata l’8 dicembre 1968 a Lanciano, in provincia di Chieti, e sono stata adottata a tre mesi di vita.

Sul certificato di battesimo compare ancora il nome Siria Maria, con la rettifica che successivamente mi ha dato l’identità con cui sono stata registrata: Concetta Immacolata.
La mia storia inizia così: con due nomi, due famiglie, e un cuore che da sempre sente la mancanza di un pezzo importante.

Con i miei genitori adottivi ho ricevuto amore e cura, ma la mia famiglia non è stata semplice: mia madre adottiva soffriva di un disturbo psichiatrico, e questo ha segnato la mia infanzia. Nonostante tutto, sul piano materiale e affettivo non mi hanno mai fatto mancare nulla.
Eppure, un desiderio profondo non ha mai smesso di bussare alla mia anima: ritrovare la mia famiglia biologica, conoscere chi mi ha messo al mondo, soprattutto mia madre biologica.

Oggi sento che è il momento giusto per provarci davvero.
Grazie al consiglio prezioso di Laura, seguirò il percorso corretto: farò l’interpello al Tribunale dei Minori, e contemporaneamente pubblico questo appello anche sul sito “Figli adottivi cercano genitori biologici”.
Voglio dare finalmente una possibilità a questa ricerca che porto dentro da una vita.

✨ Chiedo a tutti, con il cuore in mano, di condividere il più possibile questo messaggio.
Le condivisioni possono creare miracoli: una persona che ricorda, una voce che sa, un contatto che può cambiare tutto.
Forse, da qualche parte, c’è una donna che pensa alla bambina che ha lasciato andare.
Forse aspetta solo un segnale.
Forse questo appello è quel segnale.

Vi ringrazio per ogni condivisione, per ogni gesto, per ogni speranza che mi aiuterete a coltivare.

Con amore e gratitudine,
Concetta (Siria Maria)


Cerco le mie origini: la storia di Paolo, nato in anonimato a Pavia

Paolo mi ha scritto:

Sono nato a Pavia, presso il Policlinico San Matteo, in viale Golgi 25, il 18 marzo 1971, alle ore 19:30, da un parto in anonimato.

Dopo la nascita sono stato accolto, fino a circa ottobre 1971, presso l’Istituto Sante Zennaro di Pavia, in via Taramelli.
Successivamente sono stato adottato. I miei genitori adottivi sono scomparsi: mio padre nel 2003, mia madre nel 2022.
Solo nel 2025 ho scoperto di essere stato adottato. Da quel momento la mia vita è cambiata: ho sentito la necessità profonda e irrinunciabile di conoscere le mie origini.

Ho presentato un’istanza al Tribunale dei Minori, e ho effettuato vari solleciti, ma mi rispondono che la pratica è ancora in istruttoria.
Il 5 febbraio 2026 ho formalmente richiesto anche la mia cartella clinica di nascita, ma non mi è stata ancora consegnata. È probabile che possa essere rilasciata solo direttamente al giudice, nell’ambito dell’interpello già avviato.

Nonostante le difficoltà burocratiche, non voglio arrendermi.
Per questo mi affido a te, Laura, e al tuo sito Figli Adottivi Cercano Genitori Biologici, affinché questa mia storia possa essere diffusa ovunque.

Il mio desiderio è semplice ma immenso:
ritrovare la mia famiglia biologica, conoscere le mie radici, comprendere la mia storia.

Per questo chiedo a chiunque legga il mio appello di condividerlo il più possibile.
Ogni condivisione potrebbe raggiungere qualcuno che conosce la mia storia, qualcuno che può riconoscere una data, un luogo, un dettaglio… o magari la mia mamma biologica stessa.

Condividete, vi prego.
Aiutatemi a ritrovare ciò che mi manca da una vita.

Grazie di cuore,
Paolo


CERCHIAMO UNA BAMBINA NATA A MILANO NEL 1972, PROBABILMENTE DATA IN ADOZIONE E OGGI VIVA

Kethrin mi ha scritto: cerco la sorella di mio padre, nata nell’agosto del 1972 a Milano. Subito dopo il parto fu portata in una clinica, dove cinque giorni dopo ne venne dichiarata la morte.
Il corpicino non fu mai restituito alla famiglia. I medici dissero a mio nonno che avrebbero pensato a tutto loro, ma quando lui si presentò al cimitero indicato, gli dissero che la bambina non risultava sepolta lì.
Per questo motivo, oggi crediamo fortemente che possa essere viva e che sia stata data in adozione senza che la famiglia ne fosse informata. Stiamo facendo di tutto per arrivare alla verità.
La bambina si chiamava Graziella, probabilmente il nome le fu cambiato.
I miei nonni, siciliani e ancora in vita, sperano con tutto il cuore di poter finalmente sapere cosa è successo alla loro figlia.
Se sei nata a Milano nell’agosto del 1972 e hai dubbi sulle tue origini, o se qualcuno riconosce questa storia, ti preghiamo di farci sapere.
Condividete questo appello. Aiutateci a trovare mia zia.
Grazie di cuore.


Graziella cerca suo padre biologico – Una storia che chiede verità

Ori scrive:
Il mio nome di origine è Graziella, quello che mi è stato dato alla nascita. Sono nata a Milano il 1° dicembre 1963, all’Ospedale Mangiagalli.
Nel tempo ho cercato la mia madre biologica e, grazie alla documentazione ottenuta tramite il Tribunale dei Minori, sono riuscita a scoprire la sua identità. Purtroppo ho saputo che è venuta a mancare e i suoi figli non hanno saputo dirmi altro. Questo mi ha lasciato tante domande senza risposta.
Dai documenti emerge la figura di mio padre biologico: all’epoca aveva circa 35 anni ed era un meccanico. Non è indicato il suo nome, ma si parla di un uomo che avrebbe voluto costruire una famiglia. Dopo questo, però, si perdono completamente le sue tracce.
So che mia madre era vedova, con due figli di 17 e 14 anni, e che dal Veneto si era trasferita a Milano, dove probabilmente ha incontrato quest’uomo, che sarebbe mio padre.
Oggi il mio desiderio è uno solo: conoscere le mie origini.
Se mio padre è ancora in vita, vorrei incontrarlo. Se non lo è, spero almeno di trovare qualcuno della sua famiglia, un fratello, un parente, qualcuno che possa raccontarmi la verità e aiutarmi a dare un volto alla mia storia.
Mi affido a voi.
Condividete il mio appello il più possibile: anche una sola persona, nel posto giusto, può fare la differenza.
Aiutatemi a trovare mio padre.


Michele cerca la sua verità – Aiutiamolo a ritrovare le sue origini

Michele mi scrive:
«Ho scoperto solo lo scorso anno di essere stato adottato. A quasi sessant’anni, una notizia così ti cambia l’anima. È stato uno shock profondo, qualcosa che ti rimette davanti a domande che credevi di non dover mai affrontare.
Sono nato a Napoli il 6 giugno 1966 e, nel gennaio 1967, fui accolto dalla mia famiglia adottiva. La mia mamma biologica mi lasciò alla Real Casa Santa dell’Annunziata di Napoli.
Da allora, della mia storia iniziale non so più nulla.
Oggi sento forte il bisogno di conoscere le mie radici, di dare un volto e un nome alla mia storia. È un desiderio che non ha età: tutti abbiamo diritto a sapere da dove veniamo.
Grazie a Laura, che sta dando voce al mio appello, inizierò l’interpello al Tribunale dei Minori e pubblicherò anche sul sito Figli adottivi cercano genitori biologici. Voglio percorrere ogni strada possibile per ritrovare le mie origini.
Vi chiedo col cuore di condividere il mio appello.
Un piccolo gesto per voi può diventare un grande passo verso la mia verità.


📢 APPELLO URGENTE – LA LETTERA DI GIOVANNA

Giovanna scrive:

Sto cercando la mia famiglia biologica.

Sono nata il 9 giugno 1967 a San Gennaro, all’Ospedale San Gennaro di Napoli. Da tutta la vita porto dentro di me una domanda che non trova risposta: chi è la mia mamma? Da dove vengo? Qual è la mia storia?

Ho presentato un’istanza al Tribunale dei Minori di Napoli, sperando finalmente di trovare un indizio, un nome, un segno. Ma mi è stato detto che non è rimasto nulla.

Un incendio dell’epoca ha distrutto tutti gli archivi dell’ospedale: registri, cartelle cliniche, ogni traccia del mio passato è andata in fumo. E con essa, la possibilità di sapere qualcosa in più attraverso le vie ufficiali.

Per questo oggi mi rivolgo a voi.

Scrivo questa lettera con il cuore in mano, perché questa è l’unica strada che mi rimane per cercare la mia famiglia biologica, per cercare lei, la mia mamma.

Non cerco rimproveri, non cerco colpe: cerco solo un frammento di verità, una storia da ricomporre, una radice a cui potermi aggrappare.

Vi chiedo, per favore, di aiutarmi:

condividete questo appello il più possibile.

Forse qualcuno ricorda una gravidanza nascosta, una nascita avvenuta all’Ospedale San Gennaro in quel giugno del ’67, una situazione difficile.

Forse da qualche parte c’è ancora qualcuno che può riconoscersi, o riconoscermi.

Il mio più grande desiderio è trovare la mia mamma, la mia famiglia.

Solo questo.

Grazie di cuore a chiunque mi aiuterà con una condivisione, un ricordo, una parola.

Giovanna 💛


Nadia cerca la sorella Elisabetta

Nadia mi scrive: Torino – Una storia di dolore, separazione e speranza arriva da Nadia, che oggi cerca sua sorella Elisabetta, nata nel 1970 e affidata a un’altra famiglia poco dopo la nascita.
Secondo il racconto di Nadia, sua madre, allora diciassettenne, diede alla luce la bambina il 15 novembre 1970 all’istituto IP di Corso Giovanni Lanza 75, Torino. La madre scelse il nome Elisabetta, ma, essendo minorenne, non poté tenere la figlia: i suoi genitori si opposero fermamente e la neonata rimase nell’istituto fino ai primi giorni di settembre 1971, quando fu adottata da una famiglia facoltosa, probabilmente italiana o svizzera.
Da quel momento, la madre di Elisabetta non ha mai smesso di chiedersi se la figlia sia viva e stia bene. Oggi, Nadia ha preso in mano la ricerca: “Vorremmo solo sapere se è viva. Niente di più. Mia madre non vuole disturbarla, vuole solo sapere che la sua bambina sta bene”, racconta.
Non si tratta di curiosità né di voler interferire nella vita di Elisabetta, ma di un bisogno di verità e di pace per una donna che per decenni ha custodito un dolore silenzioso.
L’appello di Nadia è rivolto a tutti: chiunque possa avere informazioni o semplicemente condividere la notizia, può contribuire a dare una possibilità a questa famiglia di ritrovarsi dopo 54 anni di separazione.
Contatti e condivisioni possono rappresentare un passo decisivo per ricongiungere madre e figlia e completare una storia interrotta troppo presto.


Aiutatemi a Ritrovare le Mie Origini 🌟

Claudia mi ha scritto,
ho un bisogno nel cuore che dura da 27 anni.
La mia storia merita di essere ascoltata, capita e condivisa.

Sono nata a Sezze, in provincia di Latina, il 16 marzo 1999, da madre anonima.
L’unica informazione che possiedo — quasi certa — è che fosse una donna proveniente dall’Est.
Sono stata registrata all’anagrafe di Latina con il nome Claudia.
Ho 27 anni e sento un vuoto dentro che cresce con me da sempre:
ho bisogno di sapere da dove vengo.
Non cerco colpe, non cerco spiegazioni,
non porto rancore e non giudico nessuno.
Anzi…
vorrei ringraziare quella donna.
Perché mi ha dato la vita e mi ha fatto nascere sana.
E perché, con il suo gesto, ha regalato ai miei genitori adottivi
il sogno più grande che potessero avere.
Ma io non posso restare senza risposte.
Mi sento incompleta, come se un pezzo di me fosse rimasto da qualche parte.
Ho bisogno di conoscere la mia origine,
di vedere la carne da cui provengo,
di trovare un punto reale nel mondo in cui riconoscermi.
Spero che un giorno questa donna mi contatti.
Che trovi la forza o il desiderio di sapere chi sono diventata.
Io l’accoglierei a braccia aperte, senza paura, senza rabbia.
La aspetto.
E mentre la aspetto… la cerco.

Vi chiedo una sola cosa:
aiutatemi condividendo questo appello ovunque.
Fate in modo che arrivi agli occhi giusti.
Un semplice gesto può cambiare una vita.
La mia.


🌟 Appello di una Vita: Aiutatemi a Raggiungere la Donna che mi Ha Messo al Mondo 🌟

* scrive:
La mia storia è avvolta nel mistero.
Sto cercando una donna che ha partorito una bambina il 10 dicembre 1968 a Baida, poi data in adozione a una famiglia di Monreale.

Mi hanno detto che questa donna fosse un’infermiera, forse originaria di Trapani… ma non so se sia la verità.

All’epoca, come unico segno di riconoscimento, avevo al polso un braccialetto d’oro con piccole palline d’oro.

Non voglio sconvolgere la vita di nessuno, né creare problemi.
Desidero solo conoscere la verità sulla mia origine.

Se ti riconosci in questo appello, o se conosci quella storia,
sappi che ti cerco da tantissimo tempo, senza mai arrendermi.

Vi chiedo solo una cosa: condividete il più possibile questo appello, finché non arriverà alla persona giusta.
Un gesto può cambiare una vita.


UNA VITA INTERA ALLA RICERCA DELLE PROPRIE ORIGINI: FRANCA CERCA LA SUA MAMMA BIOLOGICA

Franca scrive:
Sono alla ricerca della mia mamma biologica e della mia storia.
Sono nata a Roma il 14 marzo 1952, presso una casa situata in via Giovanni Maria Lancisi.
Sono stata battezzata il 18 marzo 1952 nella Chiesa di San Francesco a Ripa, a Roma.
Successivamente sono stata portata all’orfanotrofio di Villa Pamphili e, in seguito, sono stata adottata.
La mia madre adottiva mi disse che la mia mamma biologica era una ragazza molto giovane, di circa 13 anni.
Molti anni fa sono tornata all’orfanotrofio e una signora che lavorava lì mi disse che ero figlia di una donna che non voleva farsi riconoscere.
Sono andata anche alla chiesa dove sono stata battezzata e lì ho scoperto il nome della madrina dell’epoca, che si chiamava Maria Santo.
L’unico posto dove non sono mai riuscita ad andare è la via dove sono nata.
Ci sono domande che restano nel cuore per tutta la vita.
Questo è tutto quello che so della mia storia.
Spero che, attraverso questo appello, qualcuno possa riconoscere questi dettagli e aiutarmi finalmente a ritrovare la mia mamma biologica.
Vi chiedo con tutto il cuore di condividere il più possibile questo appello. Anche una piccola informazione potrebbe essere fondamentale.” ❤️


APPELLO DI RICERCA – GIULIANA CERCA LA SUA MAMMA BIOLOGICA

Giuliana mi ha scritto:

“Sono nata a Nola (provincia di Napoli) il 21 marzo 2004, presso l’Ospedale Santa Maria della Pietà.
Sto cercando la mia mamma biologica.
Dalle poche informazioni che ho, so che all’epoca era molto giovane. Oggi dovrebbe avere circa 35/40 anni e aveva tratti e colori mediterranei.
Nel mio cuore c’è il desiderio di poterla conoscere almeno una volta nella vita, per sapere qualcosa di più sulle mie origini e sulla mia storia.”

Se qualcuno riconosce questa storia o pensa di avere anche una piccola informazione, può aiutare Giuliana.

Condividere questo appello può essere il primo passo per far incontrare una madre e una figlia. ❤️


Aiutatemi a ritrovare la mia mamma: l’appello di Claudia

Claudia mi scrive:
Sono nata a Locri il 20 marzo 1964, figlia di genitori non noti. Sono stata adottata dopo nove mesi da una famiglia di Agrigento, dove vivo tutt’ora.
Da una vita cerco la mia mamma naturale, ma purtroppo senza alcun risultato.
Ho fatto richiesta al Tribunale di Palermo, che all’epoca si occupò della mia adozione, ma non hanno trovato nulla, nonostante nei documenti risulti chiaramente la mia nascita presso l’Ospedale di Locri, situato in Contrada Verga.

Chiedo aiuto a chiunque possa avere informazioni, ricordi, documenti o testimonianze utili. Anche un dettaglio minimo potrebbe fare la differenza.
Il mio desiderio è solo conoscere le mie origini e dare un volto alla donna che mi ha messo al mondo.
Grazie ♥️


APPELLO DI RICERCA FAMILIARE

Matteo mi ha scritto: sto cercando le origini familiari di mia nonna, ANNA DORINI (cognome fittizio, assegnato dagli enti dell’epoca e quindi non riconducibile ai suoi genitori biologici).

📌 Dati di nascita:
– Nata il 03 novembre 1946 a Benevento, presso l’Ospedale Gaetano Rummo.
– Dalla nascita fino al 1969 è stata accudita prima presso il Brefotrofio Provinciale di Benevento, poi presso l’Istituto San Vincenzo de Paoli, gestito dalle suore Figlie della Carità, sempre a Benevento.
– Dal 1969 vive a Roma.

📌 Ipotesi sui genitori biologici (probabilmente nati tra il 1910 e il 1930):
– Il padre potrebbe essere stato ingegnere.
– I genitori potrebbero essere di origine campana, forse dell’area di Napoli.
– È possibile l’esistenza di due sorelle biologiche, da verificare se dal lato materno o paterno.

📌 Nomi collegati all’infanzia della nonna, forse come balie, madrine di battesimo o altre figure di accudimento dell’epoca:
– Carmela Volte (o Votte)
– Flora Alessandria

Se qualcuno riconosce questi nomi, ha ricordi, documenti, testimonianze o informazioni utili, anche minime, è pregato di mettersi in contatto. Ogni dettaglio potrebbe essere fondamentale per ricostruire una storia familiare rimasta in sospeso per tutta una vita.

Grazie di cuore a chiunque vorrà condividere o aiutare. ❤️


🌟 Alla ricerca delle radici di mia madre Anna 🌟

Tommaso mi ha scritto:
con il desiderio più profondo che un figlio possa avere: ridare a sua madre le sue origini.
Sua mamma Anna, nata a Potenza il 14 dicembre 1957, dopo pochi mesi fu adottata da una coppia di Gravina in Puglia.
Da quel momento… il silenzio.
Non ci sono altri documenti, nessun nome, nessuna traccia. Solo una data, un luogo, e un vuoto che dura da tutta una vita.
Oggi Tommaso chiede aiuto a tutti noi, perché questo non è solo un appello:
è il sogno di un figlio che vuole regalare a sua madre la possibilità di conoscere le sue radici, la sua storia, la sua verità.
Se qualcuno ha informazioni, ricordi di famiglia, racconti, o conosce storie di bambini nati a Potenza nel 1957 e dati in adozione pochi mesi dopo…
Vi prego, condividete.
Anche un piccolo indizio potrebbe cambiare una vita.
👉 Aiutiamo Tommaso a riabbracciare il passato di sua madre.
👉 Aiutiamo Anna a tornare alla sua storia.
Grazie di cuore a chiunque diffonderà questo appello.
Un gesto così può davvero compiere un miracolo. ✨


Cerco la mia famiglia biologica – Sono nata a Gallarate (VA) nel 1966

Lucia scrive:
sto cercando la mia famiglia biologica.
Le informazioni che ho sulle mie origini sono poche e frammentate, ma per me rappresentano tutto.
Sono nata a Gallarate, in provincia di Varese, il 17 dicembre 1966.
Il certificato di nascita che possiedo è stato rilasciato il 22 dicembre 1966 e riporta il nome Lucia Maria Celesti, un cognome chiaramente fittizio.
Ho anche un certificato di battesimo datato 25 dicembre 1966, registrato presso la Basilica di San Vittore di Varese, con lo stesso nome Lucia Maria.
Dal certificato, però, sembra che al momento del battesimo avessi già il cognome della famiglia adottiva, come se l’adozione fosse avvenuta immediatamente dopo la nascita.

I miei genitori adottivi non hanno mai voluto parlare delle mie origini.
L’unica cosa che mi dissero – e non so se sia vera – è che prima dell’adozione potrei essere stata in un istituto. Non ho altre informazioni.
Ho provato a cercare da sola, ma non sono riuscita a trovare nulla.
Ora, grazie ai consigli che ho ricevuto attraverso questo sito web, seguirò due strade in contemporanea:
✔️ pubblicare questo appello sul sito Figli adottivi cercano genitori biologici
✔️ presentare un’istanza al Tribunale dei Minori.
Chiedo a tutti di condividere questo appello il più possibile.
Il mio sogno è trovare mia madre biologica, o almeno avere una risposta dopo una vita intera trascorsa nell’attesa.

Ogni informazione può cambiare tutto.
Grazie


Cerchiamo un uomo nato a Roma nel 1963

Pamela mi ha contattata per aiutare sua madre, che da più di sessant’anni vive con un dubbio doloroso: il destino del figlio nato il 2 febbraio 1963 a Roma.
La madre partorì un bambino, chiamato Giovanni, ma non poté più vederlo dopo il parto.
Dopo alcuni giorni le venne comunicato che il piccolo era morto, senza però mostrarle il corpo. Da allora vive con il sospetto che suo figlio possa essere stato portato via e dato in adozione, come purtroppo accadeva in quegli anni.
Oggi cerchiamo un uomo nato a Roma tra gennaio e febbraio del 1963.
Non indichiamo il giorno preciso perché, in caso di adozione, la data potrebbe essere stata cambiata.
Se sei nato in quei mesi, se sei stato adottato, o se nella tua storia familiare ci sono dubbi sulla tua nascita, questo appello potrebbe riguardare te.

Ogni informazione può fare la differenza.
Grazie


✨ Rosa Carmen: Una Mamma che Non Ti Ha Mai Dimenticata ✨

Antonella mi scrive:
sto cercando mia figlia Rosa Carmen, nata il 30 maggio 2000 a Pietrasanta, Lucca.
È stata adottata all’età di sei mesi perché, allora, non avevo un lavoro e il mio compagno, pur riconoscendola, non ha potuto prendersi cura di lei.
Non ho ricevuto gli aiuti necessari per crescerla e, nonostante avrei voluto tenerla con me tutta la vita, ho dovuto affidarla ad altri.
Una sofferenza profonda e innata, che è difficile da spiegare a chi non l’ha vissuta.
Ma l’amore di una mamma è anche questo: ammettere di non poter dare tutto ciò che vorresti a una figlia e sperare che l’adozione, pur essendo un dolore enorme, le potesse offrire felicità, serenità, affetto e sicurezza che io in quel momento non avrei potuto darle.
Oggi voglio ringraziare i genitori adottivi che l’hanno cresciuta con amore e le hanno donato una vita migliore. Il mio ringraziamento è sincero e profondo.
Non desidero invadere la sua vita, voglio solo sapere come sta, avere un piccolo contatto e farle sentire che c’è una mamma che l’ha sempre amata e pensata.
Chiedo con tutto il cuore che questo appello venga condiviso il più possibile, affinché Rosa Carmen sappia che c’è una mamma che non l’ha mai dimenticata e che la ama infinitamente.
Grazie


✨ Paola in Cerca della Verità: “Mamma, ti sto cercando” ✨

Maria Paola scrive:
il mio nome di origine è Paola sono nata a Bari, al Policlinico, in zona Picone, il 26/02/1978, alle 00:45.
Sono stata registrata due giorni dopo, il 28 febbraio, e poi affidata a una famiglia di Bitonto che mi ha cresciuta con amore.
Oggi, però, entrambi i miei genitori adottivi non ci sono più… e mi ritrovo con un vuoto che solo le mie origini possono colmare.
Cerco la mia mamma biologica.
Cerco la mia storia.
Cerco anche eventuali fratelli o sorelle, perché mi risulta che io sia stata la prima gravidanza.
Aggiungo una foto di me da bambina, nella speranza che qualcuno possa riconoscermi, ricordare qualcosa, o anche solo indicarmi una pista.
Se qualcuno, negli anni ’70 e ’80, ha lavorato presso l’Istituto Prima Infanzia di Bari o all’Istituto di via Amendola,
vi prego… se avete un ricordo, un nome, un dettaglio, contattatemi.
Ogni condivisione può avvicinarmi alla verità.
Vi chiedo il cuore in mano: aiutatemi a ritrovare le mie radici.
Mamma, ti sto cercando.


La Storia di Maristella: Un Cuore in Cerca della Verità

Maristella scrive:
Sono nata a Cagliari, all’ospedale San Giovanni di Dio, il 03/08/1966.
Sono stata abbandonata in clinica alla nascita e poi trasferita all’orfanotrofio di Carbonia.
Sono stata adottata da due persone meravigliose, che mi hanno dato amore e una famiglia, ma la vita me le ha portate via… e mi sono ritrovata di nuovo senza genitori.
Oggi, con il cuore in mano, vorrei trovare chi mi ha generato.
Vorrei conoscere la mia storia, le mie radici, capire da dove vengo.
Se qualcuno avesse informazioni, anche piccole, vi prego di contattarmi.
Chiedo con gentilezza di condividere questo appello. Una condivisione può cambiare la mia vita. Grazie.


🌟 “Cerco la mia mamma. Ho bisogno di ritrovare le mie origini.”

Francesco mi ha scritto:
Sono nato a Bentivoglio (Bologna) l’11 marzo 1982.
Subito dopo la mia nascita sono stato portato in un orfanotrofio e, circa un anno dopo, sono stato adottato da una nuova famiglia.
Sono cresciuto, ho costruito la mia vita, ma dentro di me è sempre rimasta una domanda che non ha mai trovato risposta:
chi è la mia mamma?
Non conosco il suo nome, la sua storia, il motivo per cui sono stato affidato a un istituto.
Ma so che da qualche parte, in quel pezzo di passato che non ricordo, c’è una donna che mi ha dato la vita.
E oggi sento il bisogno profondo di ritrovarla, di darle un volto, di sapere almeno un frammento della mia verità.
Non cerco colpe.
Non cerco spiegazioni dolorose.
Cerco solo un ponte verso le mie origini.
Un nome, un ricordo, un indizio che possa aiutarmi a capire da dove vengo.
Se qualcuno sa qualcosa,
se qualcuno ricorda una nascita l’11 marzo 1982 a Bentivoglio,
se qualcuno conosce storie o testimonianze legate a quel periodo…
vi prego, aiutatemi.

Condividete questo appello.
Anche una sola condivisione può portare lontano queste parole,
può raggiungere chi, forse, aspetta da una vita.

Francesco.


💔“Continuo la ricerca di mia madre. Cerco le sue origini per darle la pace che non ha mai avuto.”

Tina scrive: oggi porto avanti una ricerca che non appartiene solo a me, ma soprattutto a mia madre.
Lei si chiamava Rosa nata il 4 febbraio 1915 a Napoli, e subito dopo la nascita fu portata all’Annunziata di Napoli, come accadeva a molti bambini dell’epoca.
Fin da giovane, mia madre ha cercato disperatamente le sue origini.
Tutte le volte che tornava nel suo vecchio istituto, bussava con speranza, chiedendo se qualcuno l’avesse cercata, se esistesse ancora una madre, un nome, una storia da ritrovare.
Ma le risposte che riceveva erano sempre fredde, dure, devastanti.
Le dicevano che, anche se sua madre biologica fosse mai tornata a cercarla, le avrebbero risposto che la figlia era morta.
Un colpo al cuore.
Un modo crudele per spegnere ogni sua speranza.
Eppure, mia madre non ha mai smesso di cercare.
Non ha mai smesso di credere che da qualche parte, nel mondo, ci fosse qualcuno che un giorno avrebbe potuto riconoscerla.
Purtroppo è morta senza avere quella risposta, senza poter guardare negli occhi la donna che l’aveva messa al mondo.

Oggi tocca a me.
Continuo io la sua ricerca.
Lo faccio per lei, per quella bambina del 1915 strappata alla sua identità, per quella donna che ha vissuto tutta la vita con un vuoto nel cuore.
Se qualcuno conosce il nome Rosa,
se qualcuno sa qualcosa dell’Annunziata di Napoli nei primi decenni del Novecento,
se qualcuno ha testimonianze, storie, anche piccole, che possano aiutarmi…
vi prego, contattatemi.

Condividete questo appello.
Ogni condivisione può essere un passo verso la verità,
un gesto d’amore verso una donna che ha cercato tutta la vita
e verso una figlia che oggi continua a cercare per lei.

Tina.


“Cerco la verità per mia madre. Merita di sapere chi è.”

Ester scrive:
oggi scrivo questo appello con amore, rispetto e una profonda speranza.
Lo faccio per mia madre, Nadia Anna, una donna che porta nel cuore una storia interrotta, fatta di silenzi e di domande senza risposta.
Mia madre è nata a Torino, il 18 febbraio 1964, alle 4:30 del mattino, in Corso Spezia 60.
Alla nascita è stata riconosciuta dalla mamma biologica, Graziella C., originaria di Bari.
Il padre biologico si chiamava Gaetano, nato a Corleone, ma il cognome purtroppo è rimasto sconosciuto, inghiottito nel tempo.
Nonostante il riconoscimento, qualcosa è successo negli anni successivi.
Qualcosa che nessuno ha mai raccontato veramente.
Il 26 agosto 1968, quando mia madre aveva appena quattro anni, venne affidata all’orfanotrofio di Superga, a Torino.
Un passaggio improvviso, difficile da comprendere, che ha lasciato in lei un grande vuoto e una lunga serie di domande.
Mia madre merita delle risposte.
Merita di conoscere la verità sulle sue origini, sulla sua famiglia biologica, sui motivi che hanno portato a quell’allontanamento.
Per questo oggi vi chiediamo aiuto.
Se qualcuno ricorda Graziella C., una donna originaria di Bari, oppure un Gaetano di Corleone legato alla nascita di una bambina nel 1964…
se qualcuno ha vissuto o lavorato presso l’orfanotrofio di Superga in quegli anni…
o se ha anche solo un frammento di memoria che possa essere utile…

vi preghiamo di condividerlo.

Condividete questo appello.
Fatelo viaggiare lontano.
Perché ogni condivisione può illuminare una storia rimasta troppo a lungo nell’ombra.
E forse, grazie a voi, una madre potrà finalmente ricongiungersi alla sua verità.

Ester, per sua madre Nadia Anna.


🌿 La voce di Lorella: “Cerco le mie radici, cerco me stessa”

Lorella scrive:
sono nata a Brindisi il 10 marzo 1959.
La mia storia inizia con un mistero: sono stata adottata quando avevo appena nove mesi, troppo piccola per ricordare, abbastanza grande per portare nel cuore un’assenza che non ha mai smesso di farsi sentire.

Alla nascita mi furono dati un nome e un cognome :
Luisa Vileti ,credo che fosse un cognome fittizio, scelto non per raccontare chi ero, ma forse per proteggere, per nascondere, per cancellare.
Ma io non voglio essere cancellata.
Io voglio conoscere la mia verità.
Voglio sapere chi mi ha messa al mondo, chi ha pronunciato il mio primo nome, Luisa, e perché quel nome e quel cognome sono rimasti sospesi nel tempo come un eco lontano.
Dentro di me c’è un desiderio profondo, antico, che non si spegne:
trovare le mie origini.
Ritrovare un volto, una storia, una spiegazione.
Anche solo uno sguardo che somiglia al mio.
Non cerco colpe, non cerco giudizi.
Cerco soltanto la verità della mia vita.
Se qualcuno riconosce quel nome – Luisa, nata a Brindisi nel 1959 – o ricorda una bambina adottata nei suoi primi mesi di vita… vi prego, aiutatemi.
Condividete questo appello.
Una sola condivisione può accendere una luce nel buio, può unire fili che il tempo ha spezzato, può restituire a una donna le sue origini… e una parte di sé.

Lorella.


LA STORIA DI UNA MAMMA CHE NON HA MAI SMESSO DI CERCARE SUA FIGLIA

Rossana mi scrive:
Il nome di mia figlia è Angela, nata a Teramo il 20 gennaio 2006.
Angela è stata con me dal giorno in cui è venuta al mondo, nel 2006, fino al 2009. Per un anno e mezzo siamo state insieme in una casa famiglia di Osimo, in provincia di Ancona. Eravamo inseparabili: vivevamo una per l’altra.
Mi hanno tolto mia figlia dicendo che non ero in grado di fare la mamma e che sarei scappata dalla casa famiglia.
Ma questa non è la verità.
Mi fecero tornare a casa dalla mia famiglia solo per una settimana, perché – a detta loro – ero depressa. Non ho mai abbandonato mia figlia. Non l’ho mai lasciata.
L’ho amata ogni giorno, con tutta la forza che avevo.
Da allora vivo con un vuoto nel cuore che non si è mai riempito.
Angela, amore mio, se leggerai queste parole, voglio che tu sappia la verità:
Non ti ho mai dimenticata.
Non ti ho mai lasciata.
Non ho mai smesso di cercarti.
Ti ho voluta, ti ho amata e ti amo tuttora.
Sono qui, e ci sarò sempre, pronta ad abbracciarti quando tu lo vorrai.
La tua mamma, Rossana.


✨ Valentina ha ritrovato finalmente le sue origini familiari ✨

Auguri da tutti noi❣️❣️❣️

Finalmente Valentina ha ritrovato suo padre.
Un incontro atteso da una vita, fatto di emozione, verità e riconoscimento reciproco.
Anche il padre è felice: per anni l’ha cercata, sperando in un segno, in una possibilità. E quel momento è arrivato. Due strade separate che si sono incrociate di nuovo, questa volta per restare.
E tutto questo è stato possibile grazie al mio sito web, che ancora una volta ha fatto da ponte tra chi cerca e chi vuole essere trovato.

Un’altra storia ricomposta.
Un cuore che torna al suo posto.

Valentina cerca sua madre biologica ❣️❣️❤️

Valentina scrive,

cerco mia madre biologica, sono nata il 7 ottobre 1996 al Santa croce di Moncalieri (TO).Sono stata adottata a due anni e l’unica cosa che so è che il primo anno di vita l’ho trascorso con mia mamma biologica in una casa famiglia.

Vi chiedo di condividere il più possibile il mio appello affinché possa ritrovare mia madre biologica.


🌹 Alla ricerca di una madre: la storia di Angela

Angela scrive:
Sono nata il 2 settembre 1959, a Cosenza, all’Ospedale dell’Annunziata.
Nel mio certificato di nascita c’era un nome che porto dentro da sempre, anche se non l’ho più sentito chiamare: Nella Calò.
Era il mio nome di origine. Era il mio primo passo nel mondo.
Da tutta la vita cerco di dare un volto e un senso alle mie radici.
Oggi, dopo la perdita dei miei genitori adottivi, questo desiderio è diventato ancora più profondo:
sto cercando la mia mamma biologica, o chiunque possa conoscere la sua storia.
Non cerco colpe, non cerco spiegazioni.
Cerco un incontro, una verità, una traccia che mi permetta di completare il mosaico della mia vita.
Se qualcuno ha informazioni, ricordi, testimonianze… anche minime… vi prego di farmelo sapere.
Ogni piccolo dettaglio può essere fondamentale.

📢 Vi chiedo con il cuore di condividere questo appello il più possibile.
Solo così potrà arrivare nelle mani giuste, a chi magari sa qualcosa e non ha mai avuto il coraggio di dirlo.


Maria Paola cerca la sua mamma biologica: aiutatemi a ritrovarla

Maria Paola scrive:
Sono nata il 29 giugno 1980 a Lentini. La mia mamma biologica è originaria di Palagonia e ho scoperto di avere una sorella biologica che vive in America.
Non so nulla di più della mia famiglia, ma dentro di me c’è una speranza enorme: ritrovare mia mamma, conoscere la mia storia, e finalmente colmare il vuoto che porto da tutta la vita.
Vi chiedo di condividere questo appello il più possibile: ogni ricordo, ogni dettaglio, ogni piccolo indizio può essere la chiave per aiutarmi a ritrovare le persone che ho sempre cercato.

Grazie di cuore a chi vorrà aiutarmi a scrivere la parte mancante della mia vita.


Caut rădăcinile mele: povestea biologică a Andreei

Andrea scrie:

Am fost adoptată în anul 2007.
M-am născut la 5 decembrie 2005, la spitalul Sant’Orsola din Bologna. Sunt de origine română, iar numele meu de la naștere a fost Lorena Andrea Stingaciu (nu sunt sigură dacă se scrie exact așa).

Părinții mei biologici erau probabil români și imigranți în Italia.
Am stat cu ei aproximativ șase luni la măicuțe, după care am fost transferată într-o casă de copii din Cento (Ferrara).

Despre tatăl meu am aflat că ar fi murit într-un accident de scuter la Bologna, în acei ani.

Sunt brunetă și am ochii căprui deschis.
Caut pe oricine își amintește de povestea mea sau are informații despre familia mea biologică.
Orice detaliu m-ar putea ajuta să-mi înțeleg începuturile și să-mi completez identitatea.


Marco cerca la sua prima verità: aiutatemi a ritrovare le mie origini

Marco scrive,
sto cercando le mie origini.
Sono nato a Messina, il 23 aprile 1961, alle ore 00:50, presso l’Ospedale Regina Margherita.
Dai racconti raccolti negli anni, una persona vicina alla mia famiglia adottiva ricordava che, prima di ricevere il mio attuale nome, potrei essermi chiamato “Vonasi” o qualcosa di molto simile. Ho provato a verificare questa informazione chiedendo un certificato con quel nome, ma non risultava nulla. Potrebbe essere stato trascritto diversamente, oppure potrei aver formulato la richiesta in modo non corretto.
Nonostante gli anni trascorsi, dentro di me vive ancora una speranza forte e pulita: quella di capire da dove vengo, chi mi ha dato la vita, e se da qualche parte esiste qualcuno che mi ha pensato almeno una volta.
Se qualcuno, nato o vissuto a Messina in quegli anni, ricorda un bambino nato il 23/04/1961, lasciato all’Ospedale Regina Margherita o affidato subito dopo, o se riconosce il nome “Vonasi”, qualsiasi informazione – anche minima – potrebbe essere preziosa.

La speranza, per me, non è mai morta.
Grazie a chiunque vorrà aiutarmi.


💫 “Il mio cuore cerca le sue radici… aiutatemi a ritrovarle”

Alessandra mi scrive:
Sto cercando i miei genitori biologici.

Sono nata il 17 maggio 2007 a Treviso e oggi vivo a Sovizzo, in provincia di Vicenza.
Dentro di me cresce sempre di più il desiderio di conoscere da dove vengo, di dare un volto, un nome e una storia a chi mi ha messo al mondo.

Non c’è rabbia, non c’è giudizio.
C’è solo un bisogno profondo: scoprire le mie origini, sentire che il mio passato non è un vuoto ma una storia che merita di essere ritrovata.

Per questo vi chiedo, col cuore in mano, di condividere il più possibile questo appello.
Ogni condivisione può avvicinarmi a un frammento di verità, a una risposta, a un incontro che aspetto da sempre.

Grazie di cuore


🌼 “Cerco le mie origini… senza sconvolgere la vita di nessuno”

Caterina mi ha scritto:
sono nata a Palermo il 28 aprile 1957, in via Paternostro 101, da un parto anonimo.
Da tempo porto nel cuore il desiderio profondo di conoscere le mie origini.
Sto cercando la mia mamma biologica, oppure fratelli o sorelle che possano riconoscersi in questa storia.
Non voglio sconvolgere la vita di nessuno: la mia vita con la famiglia adottiva è stata bellissima, piena di amore e di valori. Ma quel vuoto nell’anima… quello resta, silenzioso e persistente, e ti porta a volerlo colmare per capire davvero chi sei, da dove vieni, e se esiste qualcuno della tua famiglia di origine.
Vi ringrazio di cuore se leggerete questo appello e, se potete, se mi aiuterete a far emergere un frammento della mia verità.
Grazie


🌿 Alla ricerca delle mie radici più profonde

*****scrive:
vorrei rimanere anonima per ora.
Sono nata il 30 marzo 1975 all’ospedale di Jesi (AN). Alla nascita non sono stata riconosciuta dalla mia mamma naturale e sono stata portata subito al brefotrofio; dopo tre mesi sono stata adottata.
Ho scoperto di essere stata adottata solo nel 2018, e da allora dentro di me si è aperto un mondo fatto di domande, emozioni e desiderio di sapere da dove vengo davvero.
Le poche informazioni che sono riuscita a ricostruire mi hanno portato a lei: la donna che mi ha messo al mondo sarebbe nata il 23 giugno 1958 e, due anni prima di me, nel 1973, avrebbe partorito un’altra bambina all’ospedale civile (Policlinico) di Bari.
Questa scoperta mi ha profondamente toccata: non solo cerco mia madre biologica, ma so di avere anche una sorella di sangue, nata a Bari nel 1973, di cui non so nulla… ma che spero, un giorno, possa leggere queste parole.
Con grande rispetto e con il cuore in mano, chiedo a chiunque abbia informazioni, riconosca questa storia, o pensi di poter essere parte di questo puzzle incompleto, di mettersi in contatto con me.

Grazie di cuore.


APPELLO DI MASSIMO – UNA RICERCA DI ANIMA E SANGUE

Massimo mi ha scritto:
sono nato il 26 febbraio 1990 a Castel San Pietro Terme (BO) e sono stato adottato quando ero appena un neonato.

La mia vita è stata piena d’amore, ma dentro di me è sempre rimasta una domanda silenziosa, una piccola porta socchiusa che oggi sento il bisogno di aprire.

In questo momento ho scelto di ascoltare quella voce interiore che da anni mi accompagna:

il desiderio di sapere da dove vengo e se, da qualche parte, esistono fratelli o sorelle biologici che non ho mai conosciuto.

Non cerco di infrangere confini né di violare alcun anonimato.

Il mio passo è leggero, rispettoso, guidato solo dal bisogno autentico di creare una possibilità.

Una possibilità di riconoscimento, di contatto, anche solo di uno sguardo che dica: “Sì, anch’io c’ero in quella storia.”

Se qualcuno leggendo queste parole dovesse sentire un richiamo, un dettaglio familiare, un’emozione che parla al cuore…

sappia che io sono qui, con delicatezza, senza pretese, ma con la speranza sincera di ritrovare un filo delle mie origini.


“Cerco un pezzo di me che è perso da troppo tempo”

Maria Rita scrive:

Cerco me stessa, le mie origini, la mia famiglia.

Sono nata a Roma il 3 giugno 1963, all’ospedale San Camillo, e poco dopo sono stata affidata all’istituto di Villa Pamphili, per poi essere adottata nel luglio 1965.

Sono passati tanti anni, ma dentro di me c’è sempre stata quella voce che chiede risposte, quella voglia di ricostruire la mia storia pezzo dopo pezzo.

Immagino volti, ricordi, mani che non ho mai stretto… e spero che qualcuno, da qualche parte, possa aiutarmi a ricongiungermi con ciò che mi appartiene di diritto: le mie radici.

Se leggi queste parole, ti chiedo di condividerle.

Ogni gesto, ogni condivisione può avvicinarmi alla verità e a quella parte di me che è rimasta nascosta troppo a lungo.

Grazie di cuore a chi vorrà dare una mano a un cuore che cerca la propria storia.

Maria Rita ❤️


“Ci sono storie che non possono restare nell’ombra”

Saverio scrive:

Sono nato a Foggia il 06/01/1964, in via Martire 32, alle ore 05:20.

Il nome che porto oggi è quello che mi è stato assegnato dal Comune alla nascita.

Da anni cerco un pezzo della mia verità.

E troppo spesso mi sono trovato davanti a frasi che fanno male più di qualsiasi silenzio:

“Per noi il fascicolo è chiuso. Se un giorno avrà nuovi elementi, potremo valutare la riapertura.”

Ma chi cerca le proprie origini lo sa:

un fascicolo può essere chiuso… ma il cuore no.

Dentro resta una domanda che non si spegne mai: da dove vengo davvero? Chi mi ha messo al mondo?

Per questo chiedo a tutti voi, con umiltà e speranza, di aiutarmi.

Condividete questo appello.

Magari da qualche parte c’è una persona, una memoria, un dettaglio che può illuminare la mia storia… e riportarmi a quella radice che non ho mai conosciuto.

Grazie a chiunque dedicherà un pensiero, un gesto, una condivisione.

Saverio


”A MIA MADRE OVUNQUE TU SIA…”

Antonello scrive:

Sono nato l’8 febbraio 1966 ad Arco, in provincia di Trento. Alla nascita sono stato registrato come figlio di NN e affidato all’orfanotrofio di Trento per l’adozione.

Le uniche informazioni che conosco sulla mia madre biologica sono che era una giovane studentessa universitaria del Veneto, che – nonostante le difficoltà – ha scelto di portare avanti la gravidanza e di mettermi al mondo lontano da casa.

Oggi la immagino anziana, forse 80enne, con una famiglia tutta sua. Mi chiedo spesso se, in qualche momento della sua vita, avrà pensato a me… al suo primo figlio.

Non cerco colpe o rimpianti: cerco solo un pezzo della mia storia.

Chiedo a chiunque legga questo appello di condividerlo.

Potrebbe arrivare agli occhi della persona giusta, e aiutarmi finalmente a ricostruire le mie origini.

Grazie di cuore.

Antonello


Giorgio cerca le sue origini: “a 70 anni spero ancora di trovare la mia verità”

Giorgio scrive:

Sono nato il 23/06/1955 a Narni (TR) e nei primi giorni di vita sono stato lasciato al Brefotrofio.

Nel 1957 sono stato adottato da una famiglia che mi ha dato amore e una casa, ma dentro di me è sempre rimasta una domanda che non ha mai trovato risposta:

Chi sono i miei genitori naturali?

Oggi ho 70 anni, e nonostante il tempo trascorso, il mio cuore spera ancora di conoscere le mie origini.

Una storia, un ricordo, un nome… a volte basta poco per accendere una luce.

Vi prego: aiutatemi condividendo questo appello.

Forse là fuori c’è qualcuno che sa qualcosa, qualcuno che può aiutarmi a completare il puzzle della mia vita. 💛


Alla mia famiglia biologica, ma che sento nel cuore ♥️

Pia mi ha scritto

Mi chiamo Pia.

Sono nata il 24 ottobre 2003 a Trebisacce, provincia di Cosenza, regione Calabria, e sono stata adottata quando avevo solo 24 giorni di vita.

Da allora porto dentro una domanda silenziosa che mi accompagna da sempre:

chi ero prima di essere adottata?

Da chi provengo?

Chi mi ha messa al mondo, anche solo per un istante?

Scrivo questo appello con il cuore aperto, nella speranza che possa arrivare a chi mi sta cercando o a chi, anche solo per caso, custodisce un ricordo, un nome, una data, un dettaglio apparentemente insignificante. A volte basta un frammento di memoria per ricostruire una storia.

Se sei la mia mamma biologica, il mio papà, un fratello, una sorella, o un parente che ha sempre pensato a me, sappi che non scrivo per giudicare né per invadere. Scrivo solo per conoscere la mia origine, per dare un volto e un senso a una parte di me che ancora oggi manca.

Anche il più piccolo indizio potrebbe essere prezioso.

Anche una semplice condivisione potrebbe cambiare una vita.

Grazie di cuore a chi leggerà queste parole, a chi le sentirà vere e a chi vorrà aiutarmi a ritrovare la mia storia.