Auguri da tutti noi ❣️❣️❣️

Torino, cerca la madre biologica: un ricordo potrebbe essere la chiave per ritrovare le proprie origini

Una persona che desidera rimanere anonima scrive:

Sono alla ricerca della mia madre biologica e mi rivolgo a questo sito con la speranza che qualcuno possa riconoscere la mia storia.

Cerco una donna che potrebbe chiamarsi Clementina T.. Il nome mi è stato riferito molti anni dopo da alcune persone che mi hanno conosciuta da bambina, ma non ho la certezza che sia corretto.

L’unica informazione di cui dispongo è che, nel 1989, nei dintorni di Torino, questa donna avrebbe dato alla luce una bambina che successivamente è stata data in adozione.

So che gli elementi sono pochi, ma a volte è proprio un piccolo dettaglio a permettere di ricostruire una storia rimasta incompleta per tanti anni.

Se pensi che questo appello possa riguardarti, oppure se riconosci questa vicenda e hai informazioni che potrebbero essere utili, ti chiedo gentilmente di contattarmi attraverso questo sito.

Ogni segnalazione sarà trattata con la massima discrezione e nel rispetto della privacy di tutte le persone coinvolte.

Condividere questo articolo potrebbe far arrivare questo messaggio alla persona giusta. A volte, un semplice passaparola può restituire a qualcuno le proprie radici.


Conoces a la familia biológica de Luisa Fernanda? Un llamado desde el corazón para encontrar sus raíces

Luisa Fernanda escribe:

Nací en Colombia el 10 de diciembre de 2007. Lamentablemente no conozco la ciudad donde nací y tampoco recuerdo mi apellido de nacimiento.

Sé que viví en un hogar de acogida y que fui adoptada cuando tenía cuatro años.

Hoy siento la necesidad de conocer mis orígenes. No busco cambiar la vida de nadie; solo deseo saber de dónde vengo, conocer mi historia y, si es posible, encontrar a mi familia biológica.

La información que tengo es muy limitada, pero confío en que este mensaje pueda llegar a la persona indicada.

Si alguien reconoce esta historia, recuerda a una niña llamada Luisa Fernanda o tiene cualquier información que pueda ayudarme, le pido que se ponga en contacto a través de este sitio. Toda la información será tratada con absoluta confidencialidad.

A veces una sola publicación puede cruzar fronteras y cambiar una vida.

Por favor, compartan este artículo en toda Colombia. Tal vez entre sus familiares, amigos o conocidos esté la persona que ha estado buscando durante tantos años.


Adottato alla nascita, Antonio cerca la madre biologica: «Vorrei solo darle un volto e sapere che sta bene»

Antonio scrive:
Sono nato a Stigliano il 17 gennaio 1975 e, solo da poco tempo, ho avuto la conferma di essere stato adottato.

Da quel momento è nato in me il desiderio di ricostruire le mie origini e conoscere la donna che mi ha dato la vita.

Le poche informazioni in mio possesso raccontano che mia madre biologica lavorava come governante e che, subito dopo la mia nascita, fui affidato al convento di Melfi, da dove, pochi mesi più tardi, venni adottato.

Non cerco nulla di materiale e non voglio sconvolgere la vita di nessuno. Il mio unico desiderio è poter dare un volto alla persona che mi ha messo al mondo e sapere che sta bene.

Per questo motivo mi affido a questo sito, con la speranza che il passaparola e una semplice condivisione possano raggiungere chi conosce questa storia o la donna che sto cercando.

Se mia madre biologica dovesse riconoscersi in queste parole, oppure se qualcuno fosse in possesso di informazioni utili, può contattarmi attraverso questo sito. Ogni segnalazione sarà accolta con la massima riservatezza.

A volte basta una condivisione per riunire due vite rimaste lontane per tanti anni.


Como: cerca il padre biologico dopo la scomparsa della madre. «Vorrei solo sapere chi è»

Gianluca scrive:

Sono nato a Como nel 1987. Sono cresciuto con mia madre, di origini portoghesi, che purtroppo è venuta a mancare alla fine di dicembre 2024, dopo due ictus ischemici.

Oggi, dopo la sua scomparsa, sento il bisogno di conoscere le mie origini e di dare un volto a mio padre biologico. Non cerco di invadere la vita di nessuno e non ho alcuna pretesa: desidero semplicemente sapere chi è mio padre e, se lui lo vorrà, conoscerlo.

Le poche informazioni in mio possesso potrebbero essere utili a far riaffiorare qualche ricordo.

Mia madre conobbe quest’uomo mentre lavorava con contratti stagionali in Svizzera. Successivamente si trasferì a Como. Mi è stato raccontato che lui avrebbe gestito una pizzeria a Como insieme alla sorella.

Ricordo che il suo soprannome potrebbe essere stato “Tino”, anche se alcuni familiari ritengono che il suo nome potesse essere Sergio. Non ho la certezza di questi particolari, ma spero possano aiutare qualcuno a riconoscere questa storia.

Un altro elemento che mi è stato riferito è che, anni fa, grazie all’intervento di un funzionario del Consolato portoghese di Milano, sarebbe stato organizzato un incontro tra lui e mia madre, incontro che però non ebbe mai luogo.

Se quest’uomo dovesse riconoscersi in queste righe, oppure se qualcuno fosse in possesso di informazioni che possano aiutarmi a ricostruire la mia storia, può contattarmi tramite questo sito.

Condividere questo articolo potrebbe permettere a un figlio di trovare finalmente le risposte che cerca da una vita.

Ogni segnalazione sarà trattata con la massima riservatezza.


Cerchiamo Rosa: allontanata da bambina, la sua famiglia non ha mai smesso di cercarla

Maria Grazia mi ha scritto con una richiesta che racchiude il desiderio di una famiglia di ricomporre una ferita aperta da oltre quarant’anni.

La donna è alla ricerca di sua sorella, una bambina che, all’età di sei anni, venne portata in un istituto di Torino e successivamente adottata.

La persona cercata si chiama Rosa ed è nata a Torino il 6 marzo 1981.

Nella sua email, Maria Grazia racconta il dolore che questa separazione ha lasciato nella famiglia:

“Mia mamma porta questa sofferenza nel cuore da tantissimo tempo. Vorrei che la sua angoscia si trasformasse finalmente in gioia e che potesse riabbracciare sua figlia. Anch’io desidero tanto conoscerla.”

Esiste anche una possibile pista, che però non è stata mai confermata: Rosa potrebbe trovarsi in Calabria?

Se Rosa dovesse leggere questo appello o se qualcuno riconoscesse la sua storia e fosse in possesso di informazioni utili, può contattarmi attraverso il sito. Ogni segnalazione sarà trattata con la massima riservatezza.

Un semplice gesto, come condividere questo articolo, potrebbe essere decisivo per riunire una famiglia che aspetta questo momento da una vita.


❤️ Il lieto fine che aspettavamo: Giuseppe ha ritrovato i suoi due fratelli a Madrid!

Ci sono notizie che ripagano di ogni sacrificio. Questa è una di quelle.

Dopo essersi rivolto a me, Laura Perspicace, attraverso il sito “Figli Adottivi Cercano Genitori Biologici”, Giuseppe ha finalmente ritrovato i suoi due fratelli biologici, che vivono a Madrid, in Spagna.

Durante la ricerca è emersa anche una dolorosa verità: purtroppo i suoi genitori biologici erano già deceduti. Una notizia difficile da accettare.

Ma il destino aveva in serbo un dono meraviglioso.

I suoi due fratelli non avevano mai smesso di sperare di ritrovarlo. Avevano vissuto il dramma della separazione del loro fratellino, dato in adozione a causa delle gravi difficoltà economiche della famiglia, senza sapere dove fosse finito. Pensavano che non lo avrebbero mai più rivisto.

E invece quel giorno è arrivato.

Siamo entrati nelle loro vite con la notizia più bella che potessero ricevere: “Abbiamo trovato vostro fratello.”

La loro gioia è stata immensa. Dopo una vita di attesa, questa famiglia ha ritrovato un pezzo del proprio cuore.

Grazie a tutti voi. Ogni condivisione, ogni aiuto e ogni gesto di solidarietà rendono possibili questi piccoli grandi miracoli. ❤️

Auguri da tutti noi ❣️❣️❣️


💙 APPELLO | Dopo anni di silenzio, Amet cerca il fratello adottato in Italia. Aiutiamoli a ritrovarsi.

Amet scrive:

“Mi chiamo Amet e da anni porto nel cuore un desiderio che non mi ha mai abbandonato: ritrovare mio fratello biologico.

Mio fratello si chiamava Galin Silviev Angelov, è nato il 23 febbraio 2008 e oggi ha 18 anni.

La vita ci ha separati troppo presto. Dopo essere stato accolto in una famiglia affidataria nella città di Shumen, in Bulgaria, è stato trasferito nel villaggio di Kliment, nel comune di Kaolinovo, dove ha vissuto fino all’età di 11 anni.

Nel 2019 è stato adottato da una famiglia italiana. Da quel giorno il suo nome è stato cambiato e di lui non abbiamo più avuto alcuna notizia. Non sappiamo come si chiami oggi, né in quale città d’Italia viva.

Io non voglio sconvolgere la sua vita. Vorrei soltanto sapere che sta bene e, se anche lui lo desidera, potergli dire una frase che ho custodito nel cuore per tanti anni: “Ti abbiamo sempre cercato e non ti abbiamo mai dimenticato.”

Se qualcuno riconosce questa storia o pensa di avere anche una piccola informazione utile, vi chiedo di contattare Laura Perspicace attraverso il sito Figli Adottivi Cercano Genitori Biologici.

Condividere questo appello richiede pochi secondi, ma potrebbe regalare a due fratelli l’abbraccio che aspettano da una vita. Aiutiamoli a ritrovarsi. ❤️


APPELLO | A 43 anni Michele cerca ancora le sue origini: aiutiamolo a ritrovare la sua storia

Marzietta scrive:

“Mi rivolgo al sito Figli Adottivi Cercano Genitori Biologici con la speranza che qualcuno possa aiutarci a ricostruire le origini del mio compagno, Michele.

Abbiamo già presentato la richiesta al Tribunale per i Minorenni, ma sappiamo che i tempi possono essere molto lunghi. Per questo motivo abbiamo deciso di lanciare anche questo appello, nella speranza che possa arrivare alla persona giusta.

Michele è nato prematuro il 16 dicembre 1982 a Biella, molto probabilmente presso il vecchio ospedale Poveri Infermi.

Da quello che siamo riusciti a ricostruire, subito dopo la nascita è stato allontanato dalla madre biologica e affidato inizialmente al nonno. In seguito, a causa di un ricovero ospedaliero del nonno, non è stato più possibile prendersi cura di lui.

È stato quindi trasferito a Torino, in Corso Casale, presso una struttura di accoglienza, probabilmente un orfanotrofio o una casa famiglia, dove è rimasto fino all’età di circa quattro anni e mezzo, quando è stato adottato.

Della sua mamma biologica, purtroppo, non conosciamo alcuna informazione.

Oggi Michele desidera soltanto conoscere la verità sulle proprie origini, ritrovare le sue radici e, se possibile, la sua famiglia biologica.

Se qualcuno riconosce questa storia, ricorda quei fatti o pensa di avere anche il più piccolo dettaglio utile, vi chiediamo di contattarmi in privato. Ogni informazione sarà accolta con il massimo rispetto e nella più assoluta riservatezza.

Condividere questo appello richiede solo un istante, ma potrebbe cambiare la vita di Michele e regalargli, dopo 43 anni, l’emozione più grande: ritrovare la propria storia. ❤️