

Un’adozione avvenuta a Lamezia Terme nel gennaio 1984. Federica fu affidata a una famiglia appena tre giorni dopo la nascita. Oggi, a 42 anni, cerca la madre biologica per conoscere le proprie origini e, soprattutto, per poterla ringraziare.
Federica mi scrive.
È una storia che arriva da lontano, dal 15 gennaio 1984, giorno in cui Federica nasce a Lamezia Terme.
Soltanto tre giorni dopo la sua nascita, la bambina viene affidata a quella che sarebbe diventata la sua famiglia adottiva. Non si trattò, per quanto è stato possibile ricostruire, di un’adozione arrivata dopo un periodo trascorso in un brefotrofio: fu una sorta di affidamento diretto e programmato, probabilmente organizzato affinché la neonata potesse essere accolta immediatamente da una famiglia che non poteva avere figli.
Le circostanze nelle quali la madre biologica si trovasse all’epoca non sono conosciute. Potrebbe essere stata molto giovane, forse minorenne, oppure potrebbe aver vissuto una situazione familiare o personale che le impediva di crescere quella bambina. Sono soltanto ipotesi: ciò che Federica vuole oggi non è giudicare, ma capire.
Anche la documentazione e la storia raccontata negli anni alla ragazza avrebbero contribuito a farle credere che la vicenda fosse diversa. Federica è cresciuta pensando che il padre adottivo potesse essere, in realtà, il suo padre biologico e che la sua storia familiare fosse legata a una relazione extraconiugale e alla successiva unione con la donna che l’avrebbe cresciuta.
Con il passare degli anni, però, sono emersi elementi che hanno portato Federica a comprendere che la realtà poteva essere completamente diversa.
E così è iniziata una ricerca.
Una ricerca che non nasce dalla rabbia
Federica oggi non cerca la madre biologica per sconvolgerle la vita.
Non vuole entrare nella sua famiglia, non vuole pretendere spiegazioni, non vuole modificare equilibri costruiti nel corso di quarant’anni.
Vuole semplicemente sapere chi è la donna che l’ha messa al mondo.
Vuole darle un volto, conoscere la sua storia, sapere come è andata realmente quella vicenda e, soprattutto, sapere che sta bene.
Federica, infatti, racconta di aver avuto una bellissima famiglia adottiva, alla quale deve tutto. Non c’è alcun desiderio di sostituire gli affetti che ha ricevuto o di rinnegare la propria vita.
C’è soltanto quel vuoto che, prima o poi, per molte persone adottate diventa impossibile ignorare: la necessità di conoscere le proprie origini.
E c’è anche un sentimento molto forte che Federica vorrebbe trasmettere alla sua madre biologica:
grazie.
Grazie perché, qualunque siano state le ragioni che l’hanno portata a prendere quella decisione, Federica è cresciuta amata e protetta.
Forse si chiama Maria?
Nel corso delle sue ricerche Federica ha raccolto alcune informazioni, ma nulla è ancora certo.
Una delle possibili piste porta al nome Maria, ma anche questo elemento deve essere considerato esclusivamente come un’ipotesi e viene indicato con un punto interrogativo.
Potrebbe essere lei. Potrebbe non esserlo.
Per questo motivo, ogni piccola informazione potrebbe essere importante: qualcuno che ricorda quella nascita, quella bambina, quella giovane donna, quella famiglia o una storia raccontata tanti anni fa potrebbe possedere proprio quel tassello che oggi manca a Federica.
“Mamma, non voglio entrare nella tua vita”
L’appello è rivolto innanzitutto alla donna che potrebbe essere la madre biologica di Federica.
Se è ancora viva e se conosce la storia della bambina nata a Lamezia Terme il 15 gennaio 1984, Federica vuole farle sapere una cosa molto semplice:
non deve avere paura di essere cercata.
Se nel frattempo quella donna ha costruito una famiglia, se non ha mai raccontato a nessuno quella parte della propria vita o se preferisce mantenere tutto nell’assoluto anonimato, Federica rispetterà completamente la sua scelta.
È possibile contattare Laura Perspicace in forma privata e anonima, senza rendere pubblica alcuna informazione personale.
Non è necessario esporsi pubblicamente.
Non è necessario raccontare la propria vita.
Potrebbe essere sufficiente anche soltanto un primo contatto, mediato e riservato, per permettere a Federica di sapere finalmente qualcosa delle proprie origini.
Un appello alla condivisione
Per questo chiediamo a tutti coloro che leggeranno questa storia di condividerla il più possibile.
Potrebbe arrivare a qualcuno che conosce quella vicenda.
A una persona che nel 1984 viveva a Lamezia Terme.
A qualcuno che ricorda una giovane donna incinta.
A qualcuno che conosce una storia di una bambina affidata, appena nata, a una famiglia che non poteva avere figli.
O, semplicemente, alla persona giusta che potrebbe riconoscere questa storia.
Federica non pretende di riavvolgere quarantadue anni di vita.
Chiede soltanto la possibilità di aprire una porta.
Una porta che le permetta di conoscere le proprie origini, di sapere chi era sua madre e, se sarà possibile, di guardarla negli occhi almeno una volta.
“Non voglio sconvolgere la tua vita. Voglio solo sapere chi sei, sapere che stai bene e ringraziarti per avermi permesso di avere la famiglia che ho avuto.”
Chiunque abbia informazioni utili può contattare Laura Perspicace in forma privata, anche garantendo il massimo anonimato.
Ogni condivisione può fare la differenza.
Forse, dopo quarantadue anni, quella bambina che un tempo venne affidata a mani sicure sta finalmente cercando la strada per tornare, almeno con il cuore, alle proprie origini.





