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Laura Perspicace
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Intervista a Laura Perspicace Мужское – женское Первый канал
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Agosto 2026 – Figli adottivi cercano genitori biologici

“FIGLIO MIO, NON TI HO ABBANDONATO: HO SCELTO LA STRADA CHE CREDEVO MIGLIORE PER TE”

Una madre cerca il figlio dato in adozione nel 2002. Il bambino è nato a Forlì, in Emilia-Romagna, il 26 maggio 2002. “Non voglio turbare la tua vita. Vorrei soltanto che, se un giorno vorrai delle risposte, tu sappia che non troverai un muro davanti a te.”

Paola mi ha scritto.

È una storia difficile, fatta di dolore, paura, solitudine e di una scelta che una madre non dimentica.

Il 26 maggio 2002, intorno alle ore 20:30, Paola diede alla luce un bambino maschio e sano, a Forlì, in Emilia-Romagna.

Questa informazione, secondo quanto racconta Paola, le venne riferita accidentalmente da un’ostetrica. Subito dopo la nascita venne disposta un’adozione anonima.

Paola, all’epoca, si trovava in una situazione estremamente difficile.

Non aveva una casa, non aveva una stabilità economica e, soprattutto, non si trovava nelle condizioni psicologiche necessarie per poter crescere un bambino.

Aveva cercato di credere alle promesse di aiuto di alcune persone, tra cui i suoi stessi genitori.

Le avevano assicurato che l’avrebbero aiutata.

Ma la realtà si rivelò diversa.

E Paola si trovò davanti a una scelta terribile: decidere per la vita di quel bambino appena nato.

Una decisione che dovette prendere praticamente subito.

“È STATA LA SCELTA PIÙ DOLOROSA DELLA MIA VITA”

Paola non usa la parola abbandono per descrivere ciò che è successo.

Per lei, quella fu una scelta dolorosissima, compiuta nella convinzione che fosse la strada migliore per suo figlio.

Non voleva abbandonarlo.

Voleva che avesse una vita che lei, in quel momento, non era in grado di garantirgli.

Era senza una casa, senza un sostegno concreto e senza quelle condizioni che avrebbero potuto permetterle di crescere un bambino.

La vergogna e il dolore di quella decisione sono rimasti dentro di lei per tutti questi anni.

Oggi, però, quel bambino è diventato un uomo.

E sta per compiere 25 anni.

“NON VOGLIO TURBARE LA TUA ESISTENZA”

È proprio questo il messaggio che Paola vuole affidare a questo appello.

Non vuole irrompere nella vita del figlio.

Non vuole sconvolgere la famiglia che lo ha cresciuto.

Non pretende di essere riconosciuta come madre.

Non chiede nemmeno necessariamente di incontrarlo.

Vorrebbe soltanto che lui sappia che non è mai stato dimenticato.

E soprattutto vorrebbe lasciargli una porta aperta.

Perché, se un giorno suo figlio sentirà il bisogno di conoscere la propria storia, di sapere qualcosa sulla donna che lo ha messo al mondo o semplicemente di avere qualche risposta, Paola non vuole che trovi davanti a sé un muro invalicabile.

“SE VORRAI SAPERE CHI SONO, IO CI SARÒ”

Paola si affida a Laura Perspicace e al sito “Figli Adottivi Cercano Genitori Biologici” per far arrivare questo messaggio proprio a lui.

Se suo figlio dovesse riconoscere questa storia e desiderasse soltanto ricevere qualche informazione sulla propria madre biologica, potrà farlo attraverso Laura, anche senza essere obbligato a incontrarla.

Potrà scegliere lui.

Potrà chiedere informazioni.

Potrà decidere se fermarsi lì oppure, un giorno, fare un passo in più.

La cosa importante, per Paola, è che sappia una verità:

“Figlio mio, io non volevo abbandonarti.”

In quel momento della sua vita, Paola credeva di non avere alternative concrete.

E scelse ciò che pensava potesse garantire a quel bambino un futuro migliore di quello che lei avrebbe potuto offrirgli in quelle condizioni.

Una scelta dolorosa.

Una scelta che non ha mai smesso di portare dentro.

I DATI DELLA RICERCA

  • Data di nascita: 26 maggio 2002
  • Ora della nascita: circa 20:30
  • Sesso: maschio
  • Luogo di nascita: Forlì, Emilia-Romagna
  • Adozione: anonima, disposta subito dopo la nascita

UN APPELLO CHE CHIEDE SOLO UNA POSSIBILITÀ

Per questo chiediamo a tutti di condividere il più possibile questo appello.

Potrebbe arrivare al figlio di Paola.

Potrebbe arrivare alla sua famiglia adottiva.

Potrebbe arrivare a qualcuno che conosce la sua storia e che può riconoscere gli elementi di questa vicenda.

L’obiettivo non è sconvolgere una vita.

È semplicemente fare in modo che, qualora quel bambino oggi adulto desideri conoscere le proprie origini, sappia che sua madre è ancora qui e che non ha mai smesso di pensare a lui.

A volte una madre non può scegliere le circostanze in cui nasce suo figlio.

Può soltanto scegliere ciò che, in quel momento, crede sia il meglio per lui.

E oggi Paola vuole lasciargli una possibilità.

La possibilità di conoscere la verità, quando e se lo vorrà.

🙏 MASSIMA CONDIVISIONE.

Forse questo messaggio arriverà proprio a lui.

E forse, dopo quasi venticinque anni, un figlio potrà finalmente sapere che, dall’altra parte di quella storia, c’è una madre che non ha mai smesso di chiedersi come stesse e che, nonostante tutto, gli ha voluto bene.


IWONA IS SEARCHING FOR HER SISTER PAULINA: SEPARATED AS CHILDREN, SHE HAS NEVER STOPPED LOOKING

Two sisters born in Poland were separated when they were still children. Iwona was adopted in Italy in 1997. Her sister Paulina was placed in an orphanage in Płońsk and was later adopted. Since then, Iwona has had no further information about her.

Iwona writes.

My name is Iwona.

Before my adoption, my name was Iwona Schmeichel. I was born on June 6, 1987, in Ciechanów, Poland.

On September 7, 1997, I was adopted in Italy.

But throughout all these years, I have never stopped searching for one person:

my sister, Paulina Schmeichel.

Paulina was born on October 3, 1994, in Poland.

When we were children, our lives changed completely.

After we were taken from our family home in Białuty, we were placed in children’s institutions.

I was taken to an orphanage in Ciechanów.

Paulina, however, was taken to an orphanage in Płońsk.

Then our paths were permanently separated.

Paulina was still a baby. She was approximately eight months old when she was separated from us.

She was later adopted.

From that moment on, I received no further information about my sister.

A SISTER SHE HAS NEVER STOPPED SEARCHING FOR

I do not know the family who adopted Paulina.

I do not know where in Italy she was adopted.

I do not know what name or surname she may have today.

I do not know where she lives or what kind of life she has had.

I only know that the little girl I knew as Paulina Schmeichel, born on October 3, 1994, was transferred to the orphanage in Płońsk and later adopted.

Many years have passed.

I tried to find my sister in the past and contacted Laura Perspicace about two years ago.

Unfortunately, no information has yet allowed us to find Paulina.

That is why I am asking for this appeal to be published again.

PAULINA, IF YOU RECOGNIZE THIS STORY…

I don’t want anything from my sister except to know what happened to her.

I would like to know where she lives, how she is and what kind of life she has had.

If Paulina was adopted in Italy, she may have a different first name and surname today.

She may also have no idea that she has a sister who has been looking for her for so many years.

That is why I am asking everyone to share this appeal as widely as possible, both in Poland and Italy.

Paulina herself may recognize this story if she was ever given information about her birth and adoption.

Her adoptive family may recognize it.

A biological relative may recognize it.

Or perhaps someone who worked at the children’s institutions in Ciechanów or Płońsk remembers this little girl.

IMPORTANT INFORMATION

Name before adoption: Iwona Schmeichel
Date of birth: June 6, 1987
Place of birth: Ciechanów, Poland
Adopted in Italy: September 7, 1997

Sister being searched for: Paulina Schmeichel
Date of birth: October 3, 1994
Family’s place of origin: Białuty, Poland
Children’s institution: Płońsk, Poland
Age when separated: approximately 8 months

AN APPEAL TO POLAND AND ITALY

If anyone recognizes this story, knows someone who could be Paulina, or has any information regarding her adoption or whereabouts, please contact Laura Perspicace through the website “Figli Adottivi Cercano Genitori Biologici”.

Information can also be provided privately and anonymously.

Iwona is asking for just one thing:

she wants to know that her sister is safe and well.

And if it is possible, she would like to rebuild the bond that was broken when Paulina was only eight months old.

🙏 PLEASE SHARE THIS APPEAL AS WIDELY AS POSSIBLE IN POLAND AND ITALY.

Sometimes people search for someone for their entire lives without knowing that, somewhere else, someone is searching for them too.

Iwona has never stopped looking for Paulina.

Perhaps now is the time for these two sisters to finally find each other.


IWONA SZUKA SWOJEJ SIOSTRY PAULINY: ROZDZIELONE JAKO DZIECI, NIGDY NIE PRZESTAŁA JEJ SZUKAĆ

Dwie siostry urodzone w Polsce zostały rozdzielone, gdy były jeszcze dziećmi. Iwona została adoptowana we Włoszech w 1997 roku. Jej siostra Paulina trafiła do domu dziecka w Płońsku, a następnie została adoptowana. Od tamtej pory Iwona nie ma żadnych informacji o jej losie.

Iwona pisze.

Mam na imię Iwona.

Przed adopcją nazywałam się Iwona Schmeichel. Urodziłam się 6 czerwca 1987 roku w Ciechanowie w Polsce.

7 września 1997 roku zostałam adoptowana we Włoszech.

Jednak przez wszystkie te lata nigdy nie przestałam szukać jednej osoby:

mojej siostry, Pauliny Schmeichel.

Paulina urodziła się 3 października 1994 roku w Polsce.

Kiedy byłyśmy dziećmi, nasze życie całkowicie się zmieniło.

Po odebraniu nas z naszego rodzinnego domu w Białutach zostałyśmy umieszczone w placówkach opiekuńczych.

Ja trafiłam do domu dziecka w Ciechanowie.

Paulina natomiast została przewieziona do domu dziecka w Płońsku.

Później nasze drogi zostały na zawsze rozdzielone.

Paulina była wtedy jeszcze niemowlęciem. Miała około ośmiu miesięcy, kiedy została od nas oddzielona.

Następnie została adoptowana.

Od tego momentu nie otrzymałam już żadnych informacji o mojej siostrze.

SIOSTRA, KTÓREJ NIGDY NIE PRZESTAŁAM SZUKAĆ

Nie znam rodziny, która adoptowała Paulinę.

Nie wiem, gdzie we Włoszech została adoptowana.

Nie wiem, jakie imię i nazwisko może mieć dzisiaj.

Nie wiem, gdzie mieszka ani jak potoczyło się jej życie.

Wiem jedynie, że dziewczynka, którą znałam jako Paulina Schmeichel, urodzona 3 października 1994 roku, trafiła do domu dziecka w Płońsku, a następnie została adoptowana.

Minęło wiele lat.

Już wcześniej próbowałam odnaleźć moją siostrę i około dwóch lat temu skontaktowałam się również z Laurą Perspicace.

Niestety do tej pory nie udało się uzyskać żadnych informacji, które pozwoliłyby odnaleźć Paulinę.

Dlatego proszę o ponowne opublikowanie tego apelu.

PAULINO, JEŚLI ROZPOZNAJESZ TĘ HISTORIĘ…

Nie chcę od mojej siostry niczego poza tym, żeby dowiedzieć się, co się z nią stało.

Chciałabym wiedzieć, gdzie mieszka, jak się czuje i jak potoczyło się jej życie.

Jeśli Paulina została adoptowana we Włoszech, może dziś nosić inne imię i nazwisko.

Może również nie wiedzieć, że ma siostrę, która od wielu lat jej szuka.

Dlatego proszę o jak najszersze udostępnianie tego apelu, zarówno w Polsce, jak i we Włoszech.

Historię tę może rozpoznać sama Paulina, jeśli kiedykolwiek otrzymała informacje dotyczące swojego urodzenia i adopcji.

Może rozpoznać ją jej rodzina adopcyjna.

Może ktoś z jej rodziny biologicznej.

A może ktoś, kto pracował w placówkach w Ciechanowie lub Płońsku, pamięta tę małą dziewczynkę.

NAJWAŻNIEJSZE INFORMACJE

Imię i nazwisko przed adopcją: Iwona Schmeichel
Data urodzenia: 6 czerwca 1987 roku
Miejsce urodzenia: Ciechanów, Polska
Adopcja we Włoszech: 7 września 1997 roku

Poszukiwana siostra: Paulina Schmeichel
Data urodzenia: 3 października 1994 roku
Miejsce pochodzenia rodziny: Białuty, Polska
Dom dziecka: Płońsk, Polska
Wiek w chwili rozdzielenia: około 8 miesięcy

APEL DO POLSKI I WŁOCH

Jeżeli ktoś rozpoznaje tę historię, zna osobę, która może być Pauliną, albo posiada jakiekolwiek informacje dotyczące jej adopcji lub obecnego miejsca pobytu, prosimy o kontakt z Laurą Perspicace za pośrednictwem strony „Figli Adottivi Cercano Genitori Biologici”.

Informacje można przekazać również prywatnie i anonimowo.

Iwona prosi tylko o jedno:

chce wiedzieć, czy jej siostra jest bezpieczna i czy ma się dobrze.

A jeśli będzie to możliwe, chciałaby odbudować więź, która została zerwana, gdy Paulina miała zaledwie osiem miesięcy.

🙏 PROSIMY O JAK NAJSZERSZE UDOSTĘPNIANIE TEGO APELU W POLSCE I WE WŁOSZECH.

Czasami ludzie szukają kogoś przez całe życie, nie wiedząc, że gdzieś indziej ktoś również ich szuka.

Iwona nigdy nie przestała szukać Pauliny.

Być może właśnie teraz nadszedł czas, aby te dwie siostry mogły się odnaleźć.


“MAMMA, VORREI SOLO CONOSCERTI”: SIMONETTA CERCA LA DONNA CHE LE HA DATO LA VITA

Nata a Livorno il 1° settembre 1963, fu affidata in adozione con poche informazioni sulle proprie origini. Oggi, dopo oltre sessant’anni, cerca la madre biologica: una donna che potrebbe avere circa 80 anni e che forse apparteneva a una famiglia romana molto conosciuta.

Simonetta scrive.

Simonetta, però, potrebbe non essere il suo vero nome.

È il nome che le venne assegnato prima di essere data in adozione. È uno dei pochi punti fermi di una storia che, a distanza di oltre sessant’anni, presenta ancora moltissimi interrogativi.

Simonetta è nata a Livorno il 1° settembre 1963.

Anni fa si è rivolta al Tribunale per i Minorenni di Firenze nella speranza di poter conoscere qualcosa in più sulla propria madre biologica. Le informazioni ricevute, tuttavia, sono state pochissime.

Una delle poche indicazioni riguarda una donna identificata con il nome “Rina”, che potrebbe però essere un nome fittizio.

Secondo le informazioni emerse, questa donna potrebbe appartenere a una nota e influente famiglia di Roma ed essere la nipote di un avvocato.

Sono informazioni che Simonetta non considera certezze, ma possibili elementi attraverso i quali provare oggi a ricostruire una storia rimasta per troppo tempo senza risposte.

UNA GRAVIDANZA LONTANO DA CASA

Secondo quanto le è stato riferito, durante la gravidanza, o almeno negli ultimi mesi, la madre biologica avrebbe soggiornato a Rosignano.

È possibile che si sia trattato di una scelta della famiglia, forse per evitare che la gravidanza suscitasse domande o uno scandalo nell’ambiente di provenienza.

Ma anche questo è un elemento che Simonetta vorrebbe verificare.

Quello che invece conosce con maggiore precisione sono le circostanze della sua nascita.

Alle 3 del mattino del 1° settembre 1963, sua madre si sarebbe ricoverata presso la Casa di Cura Villa Tirrena di Livorno.

Alle 11 del mattino dello stesso giorno avrebbe dato alla luce Simonetta.

Le dimissioni della donna risulterebbero avvenute il 4 settembre alle ore 7.

Poi, il silenzio.

E una bambina che avrebbe iniziato la propria vita lontano dalla madre biologica.

DOPO PIÙ DI SESSANT’ANNI, LA RICERCA RICOMINCIA

Simonetta non conosce il destino della donna che l’ha messa al mondo.

Non sa con certezza quale fosse il suo vero nome.

Non sa cosa sia accaduto nella sua vita dopo quella nascita.

Non sa se abbia avuto altri figli, se abbia costruito una famiglia o se, ancora oggi, conservi dentro di sé il ricordo di quella bambina nata a Livorno nel 1963.

Ed è proprio per questo che oggi lancia questo appello.

Non lo fa con rabbia.

Non cerca colpevoli.

Cerca risposte.

“VORREI SOLO DARE UN VOLTO A MIA MADRE”

Simonetta immagina che oggi quella donna possa avere circa 80 anni.

E le piace pensare che, forse, anche lei possa avere ancora il desiderio di conoscere quella figlia che ha messo al mondo più di sessant’anni fa.

“Vorrei che avesse voglia di conoscermi quanto io ne ho di conoscere lei.”

Non pretende di entrare nella sua vita.

Non vuole sconvolgere la famiglia che eventualmente la donna ha costruito nel corso degli anni.

Vorrebbe semplicemente poter interloquire con lei o con uno dei suoi familiari, conoscere la propria storia e, se sua madre è ancora viva, poterle dare finalmente un volto.

E soprattutto poterle dire una parola che porta dentro da tutta la vita:

grazie.

Simonetta racconta di aver avuto una vita bellissima, dignitosa, fortunata e piena d’amore.

Non cerca la madre biologica per sostituire la famiglia che l’ha cresciuta.

La cerca perché una parte della propria storia è rimasta senza un volto.

ANCHE UN FIGLIO O UN PARENTE POTREBBE RICONOSCERE QUESTA STORIA

L’appello non è rivolto soltanto alla possibile madre biologica.

Potrebbe essere letto da un figlio, una figlia, un nipote, un familiare, un’amica di gioventù o qualcuno che conosce quella storia.

Qualcuno potrebbe riconoscere la descrizione di quella giovane donna che nel 1963 soggiornò a Rosignano, si ricoverò a Livorno nelle prime ore del 1° settembre e diede alla luce una bambina alle 11 del mattino.

Una sola informazione potrebbe permettere di aggiungere un tassello fondamentale a una ricerca che dura da decenni.

IL CONTATTO PUÒ AVVENIRE ANCHE IN FORMA ANONIMA

Se la donna che riconoscesse questa storia fosse proprio la madre biologica di Simonetta, oppure un suo familiare, può contattare Laura Perspicace attraverso il sito “Figli Adottivi Cercano Genitori Biologici”.

Il contatto potrà avvenire in forma privata e anonima, nel pieno rispetto della riservatezza e della vita attuale di chiunque decida di farsi avanti.

Non è necessario esporsi pubblicamente.

Non è necessario sconvolgere la propria vita.

Simonetta chiede soltanto la possibilità di conoscere le proprie origini e, se sarà possibile, di guardare negli occhi la donna alla quale deve la propria vita.

Perché, in fondo, conoscere le proprie origini significa anche poter guardarsi allo specchio e chiedersi:

“A chi assomiglio? Da dove vengo? Qual è la storia che mi ha portato fin qui?”

🙏 CHIEDIAMO A TUTTI LA MASSIMA CONDIVISIONE.

Forse questo appello arriverà proprio alla persona che Simonetta cerca.

Forse a qualcuno che conosce quella storia.

O forse, dopo più di sessant’anni, arriverà finalmente alla donna che il 1° settembre 1963, alle ore 11, diede alla luce una bambina a Livorno.

Quella bambina oggi è una donna.

E vuole soltanto conoscere la propria storia.


“MAMMA, NON VOGLIO CAMBIARE LA TUA VITA. VORREI SOLO DARE UN VOLTO ALLA DONNA CHE MI HA DATO LA VITA”

Roberto è nato a Roma il 4 marzo 1969, al Policlinico Umberto I. Fu abbandonato alla nascita e adottato quando aveva appena cinque mesi. Oggi, dopo oltre cinquant’anni, cerca la madre biologica: non per sconvolgere la sua vita, ma semplicemente per conoscerla e ringraziarla.

Roberto scrive.

Il nome utilizzato in questo appello è Roberto Friscione (cognome fittizio).

Roberto è nato a Roma il 4 marzo 1969, presso il Policlinico Umberto I.

La sua è una storia iniziata con un abbandono, ma anche con una scelta che gli ha permesso di avere una famiglia e una vita piena d’amore.

Fu adottato all’età di cinque mesi.

Della sua madre biologica sa che era originaria della Campania e che, al momento della sua nascita, aveva un’età compresa indicativamente tra i 27 e i 29 anni.

Dopo il parto, la donna lasciò l’ospedale il secondo giorno, nonostante il parere contrario dei sanitari, e firmò la documentazione relativa al diritto all’anonimato.

Quella firma, oltre cinquant’anni fa, segnò il destino di entrambi.

Una madre che proseguì la propria vita.

Un bambino che venne accolto da un’altra famiglia e che crebbe circondato dall’amore.

UNA RICERCA INIZIATA DOPO TANTI ANNI

Circa dieci anni fa, Roberto presentò un’istanza attraverso il Tribunale per cercare di conoscere le proprie origini.

La madre biologica venne rintracciata.

Ma, quando le fu proposta la possibilità di incontrare il figlio, scelse di non farlo.

Roberto ha rispettato quella decisione.

Nonostante ciò, dentro di lui è rimasta una domanda che non si è mai spenta:

Chi è mia madre?

Oggi Roberto torna a cercarla, ma lo fa con uno spirito completamente diverso da quello che qualcuno potrebbe immaginare.

Non vuole costringerla a incontrarlo.

Non vuole entrare nella sua famiglia.

Non vuole sconvolgere la sua vita né creare problemi.

Vuole soltanto avere, almeno una volta, la possibilità di interloquire con lei, conoscerla e darle un volto.

“MAMMA, NON DEVI AVERE PAURA DI ME”

Questo è il messaggio che Roberto vuole far arrivare alla sua madre biologica.

Non devi avere paura.

Non voglio invadere la tua vita.

Non voglio sapere tutto ciò che hai fatto in questi anni, né voglio modificare ciò che hai costruito.

Vorrei soltanto poter parlare con te.

Vorrei sapere chi sei.

Vorrei conoscere la donna che mi ha dato la vita.

E soprattutto vorrei ringraziarti.

Perché Roberto, nonostante il modo in cui è iniziata la sua vita, racconta di aver avuto una bellissima famiglia.

Una famiglia che lo ha cresciuto, amato e accompagnato per tutta la sua vita.

La sua storia avrebbe potuto essere diversa.

Sua madre avrebbe potuto fare altre scelte.

Invece gli ha dato la vita e, indirettamente, gli ha permesso di essere accolto da una famiglia che gli ha dato amore.

Ed è proprio per questo che oggi Roberto non cerca risposte con rabbia.

Le cerca con gratitudine.

UN CONTATTO ANCHE NEL PIÙ ASSOLUTO ANONIMATO

Roberto sa che la sua madre biologica, dopo tanti anni, potrebbe avere una famiglia, dei figli, dei nipoti o una vita della quale non ha mai parlato a nessuno.

Per questo non pretende nulla.

Se la donna riconoscesse questa storia e volesse semplicemente mandare un messaggio, anche senza rivelare pubblicamente la propria identità, potrà farlo attraverso Laura Perspicace e il sito “Figli Adottivi Cercano Genitori Biologici”.

Ogni contatto sarà trattato con la massima riservatezza.

La madre potrà scegliere liberamente se e come comunicare con Roberto.

Non le viene chiesto di sconvolgere la propria vita.

Le viene soltanto offerta una possibilità.

Quella di poter parlare, se lo desidera, con il figlio che non ha mai conosciuto.

L’APPELLO ALLA CONDIVISIONE

Per questo chiediamo a tutti coloro che leggeranno questa storia di condividerla il più possibile.

Potrebbe arrivare alla persona giusta.

Potrebbe leggerla qualcuno che conosce quella donna.

Qualcuno che nel 1969 viveva a Roma o in Campania e ricorda una giovane donna di circa 27-29 anni che partorì al Policlinico Umberto I.

Potrebbe riconoscere questa storia un familiare, un’amica, una persona che all’epoca conosceva le circostanze di quella nascita.

E forse, attraverso una semplice condivisione, questo messaggio potrebbe arrivare finalmente proprio a lei.

Alla donna che 4 marzo 1969 diede alla luce un bambino.

Quel bambino oggi è un uomo.

Si chiama Roberto.

E non vuole cambiare il passato.

Vuole soltanto conoscere sua madre, darle un volto e dirle una parola che porta dentro da tutta la vita: GRAZIE.

🙏 Condividiamo questo appello.

Anche una sola condivisione potrebbe essere il filo che, dopo oltre cinquant’anni, conduce Roberto alle sue origini.


DOMINIK SZUKA SWOICH KORZENI W POLSCE: „CHCĘ POZNAĆ SWOJĄ BIOLOGICZNĄ RODZINĘ”

Urodził się 4 listopada 2001 roku, ma polskie korzenie, a jego prawdziwe nazwisko rodowe to najprawdopodobniej Michalak. W 2008 roku przyjechał do Włoch wraz z rodziną adopcyjną. Dziś chce poznać prawdę o swoim pochodzeniu i odnaleźć biologiczną rodzinę.

Dominik pisze.

Mam na imię Dominik. Urodziłem się 4 listopada 2001 roku i mam polskie korzenie. Moja historia związana jest z Siedlcami w Polsce.

Nazwisko, które według posiadanych przeze mnie informacji jest moim prawdziwym nazwiskiem rodowym, to:

MICHALAK

Osobą, której przede wszystkim szukam, jest Krzysztof Michalak, który może być moim biologicznym ojcem.

Pamiętam również imię mojej biologicznej mamy:

Renata Podniesinska

Niestety nie znam wszystkich szczegółów dotyczących mojego urodzenia i biologicznej rodziny. Niektóre informacje z biegiem lat się zatarły, a część historii pozostaje dla mnie niejasna.

W 2008 roku przyjechałem do Włoch wraz z moją rodziną adopcyjną. Od tego czasu moje życie toczy się we Włoszech, jednak zawsze pozostało we mnie jedno ważne pytanie:

Skąd naprawdę pochodzę i kim są moi biologiczni rodzice?

Dzisiaj chcę spróbować odnaleźć odpowiedzi.

POSZUKUJĘ KRZYSZTOFA MICHALAKA I RENATY PODNIESINSKIEJ

Zwracam się do wszystkich osób, które mogą znać ludzi o tych nazwiskach lub posiadać jakiekolwiek informacje dotyczące rodziny Michalak albo Podniesinska, szczególnie w okolicach Siedlec, ale również w innych częściach Polski.

Poszukiwane osoby to:

KRZYSZTOF MICHALAK – możliwy biologiczny ojciec

RENATA PODNIESINSKA – możliwa biologiczna matka

Poszukuję również ewentualnego rodzeństwa, dziadków, wujków, cioć, kuzynów lub innych krewnych biologicznych, którzy mogliby pomóc mi odtworzyć historię mojej rodziny.

Być może ktoś pamięta tę rodzinę, zna tę historię albo słyszał o dziecku urodzonym w 2001 roku, którego losy później związały się z Włochami.

„NIE CHCĘ ZMIENIAĆ PRZESZŁOŚCI. CHCĘ TYLKO POZNAĆ SWOJE KORZENIE.”

Nie szukam swojej biologicznej rodziny po to, aby wymazać przeszłość ani odrzucić rodzinę, która mnie wychowała.

Chcę po prostu poznać swoje pochodzenie.

Chcę wiedzieć, skąd pochodzę, poznać historię mojej biologicznej rodziny i dowiedzieć się, kim są ludzie, z którymi łączy mnie więź biologiczna.

Po tylu latach spędzonych we Włoszech chciałbym wreszcie lepiej zrozumieć swoją polską historię i swoje rodzinne korzenie.

Dlatego proszę o jak najszersze udostępnianie tego apelu, szczególnie w Polsce i w okolicach Siedlec.

Być może jedna mała informacja, jedno wspomnienie, nazwisko, zdjęcie lub kontakt pozwolą mi zrobić kolejny krok w poszukiwaniu mojej biologicznej rodziny.

Jeżeli ktoś rozpoznaje nazwiska Krzysztof Michalak lub Renata Podniesinska, zna tę rodzinę albo posiada jakiekolwiek informacje, które mogą pomóc, proszę o kontakt z Laurą Perspicace za pośrednictwem strony internetowej.

Kontakt może być również całkowicie prywatny i anonimowy.

Każda, nawet z pozoru niewielka informacja, może mieć ogromne znaczenie.

🙏 Proszę, udostępnijcie ten apel, aby mógł dotrzeć do biologicznej rodziny Dominika.

Dominik szuka swoich korzeni. Być może gdzieś w Polsce jest ktoś, kto pamięta jego historię i może pomóc mu odnaleźć odpowiedzi, których szuka od lat.


Federica cerca la donna che le ha dato la vita: “Non voglio sconvolgere la tua vita, voglio solo sapere chi sei”

Un’adozione avvenuta a Lamezia Terme nel gennaio 1984. Federica fu affidata a una famiglia appena tre giorni dopo la nascita. Oggi, a 42 anni, cerca la madre biologica per conoscere le proprie origini e, soprattutto, per poterla ringraziare.

Federica mi scrive.

È una storia che arriva da lontano, dal 15 gennaio 1984, giorno in cui Federica nasce a Lamezia Terme.

Soltanto tre giorni dopo la sua nascita, la bambina viene affidata a quella che sarebbe diventata la sua famiglia adottiva. Non si trattò, per quanto è stato possibile ricostruire, di un’adozione arrivata dopo un periodo trascorso in un brefotrofio: fu una sorta di affidamento diretto e programmato, probabilmente organizzato affinché la neonata potesse essere accolta immediatamente da una famiglia che non poteva avere figli.

Le circostanze nelle quali la madre biologica si trovasse all’epoca non sono conosciute. Potrebbe essere stata molto giovane, forse minorenne, oppure potrebbe aver vissuto una situazione familiare o personale che le impediva di crescere quella bambina. Sono soltanto ipotesi: ciò che Federica vuole oggi non è giudicare, ma capire.

Anche la documentazione e la storia raccontata negli anni alla ragazza avrebbero contribuito a farle credere che la vicenda fosse diversa. Federica è cresciuta pensando che il padre adottivo potesse essere, in realtà, il suo padre biologico e che la sua storia familiare fosse legata a una relazione extraconiugale e alla successiva unione con la donna che l’avrebbe cresciuta.

Con il passare degli anni, però, sono emersi elementi che hanno portato Federica a comprendere che la realtà poteva essere completamente diversa.

E così è iniziata una ricerca.

Una ricerca che non nasce dalla rabbia

Federica oggi non cerca la madre biologica per sconvolgerle la vita.

Non vuole entrare nella sua famiglia, non vuole pretendere spiegazioni, non vuole modificare equilibri costruiti nel corso di quarant’anni.

Vuole semplicemente sapere chi è la donna che l’ha messa al mondo.

Vuole darle un volto, conoscere la sua storia, sapere come è andata realmente quella vicenda e, soprattutto, sapere che sta bene.

Federica, infatti, racconta di aver avuto una bellissima famiglia adottiva, alla quale deve tutto. Non c’è alcun desiderio di sostituire gli affetti che ha ricevuto o di rinnegare la propria vita.

C’è soltanto quel vuoto che, prima o poi, per molte persone adottate diventa impossibile ignorare: la necessità di conoscere le proprie origini.

E c’è anche un sentimento molto forte che Federica vorrebbe trasmettere alla sua madre biologica:

grazie.

Grazie perché, qualunque siano state le ragioni che l’hanno portata a prendere quella decisione, Federica è cresciuta amata e protetta.

Forse si chiama Maria?

Nel corso delle sue ricerche Federica ha raccolto alcune informazioni, ma nulla è ancora certo.

Una delle possibili piste porta al nome Maria, ma anche questo elemento deve essere considerato esclusivamente come un’ipotesi e viene indicato con un punto interrogativo.

Potrebbe essere lei. Potrebbe non esserlo.

Per questo motivo, ogni piccola informazione potrebbe essere importante: qualcuno che ricorda quella nascita, quella bambina, quella giovane donna, quella famiglia o una storia raccontata tanti anni fa potrebbe possedere proprio quel tassello che oggi manca a Federica.

“Mamma, non voglio entrare nella tua vita”

L’appello è rivolto innanzitutto alla donna che potrebbe essere la madre biologica di Federica.

Se è ancora viva e se conosce la storia della bambina nata a Lamezia Terme il 15 gennaio 1984, Federica vuole farle sapere una cosa molto semplice:

non deve avere paura di essere cercata.

Se nel frattempo quella donna ha costruito una famiglia, se non ha mai raccontato a nessuno quella parte della propria vita o se preferisce mantenere tutto nell’assoluto anonimato, Federica rispetterà completamente la sua scelta.

È possibile contattare Laura Perspicace in forma privata e anonima, senza rendere pubblica alcuna informazione personale.

Non è necessario esporsi pubblicamente.

Non è necessario raccontare la propria vita.

Potrebbe essere sufficiente anche soltanto un primo contatto, mediato e riservato, per permettere a Federica di sapere finalmente qualcosa delle proprie origini.

Un appello alla condivisione

Per questo chiediamo a tutti coloro che leggeranno questa storia di condividerla il più possibile.

Potrebbe arrivare a qualcuno che conosce quella vicenda.

A una persona che nel 1984 viveva a Lamezia Terme.

A qualcuno che ricorda una giovane donna incinta.

A qualcuno che conosce una storia di una bambina affidata, appena nata, a una famiglia che non poteva avere figli.

O, semplicemente, alla persona giusta che potrebbe riconoscere questa storia.

Federica non pretende di riavvolgere quarantadue anni di vita.

Chiede soltanto la possibilità di aprire una porta.

Una porta che le permetta di conoscere le proprie origini, di sapere chi era sua madre e, se sarà possibile, di guardarla negli occhi almeno una volta.

“Non voglio sconvolgere la tua vita. Voglio solo sapere chi sei, sapere che stai bene e ringraziarti per avermi permesso di avere la famiglia che ho avuto.”

Chiunque abbia informazioni utili può contattare Laura Perspicace in forma privata, anche garantendo il massimo anonimato.

Ogni condivisione può fare la differenza.

Forse, dopo quarantadue anni, quella bambina che un tempo venne affidata a mani sicure sta finalmente cercando la strada per tornare, almeno con il cuore, alle proprie origini.