

Nata a Livorno il 1° settembre 1963, fu affidata in adozione con poche informazioni sulle proprie origini. Oggi, dopo oltre sessant’anni, cerca la madre biologica: una donna che potrebbe avere circa 80 anni e che forse apparteneva a una famiglia romana molto conosciuta.
Simonetta scrive.
Simonetta, però, potrebbe non essere il suo vero nome.
È il nome che le venne assegnato prima di essere data in adozione. È uno dei pochi punti fermi di una storia che, a distanza di oltre sessant’anni, presenta ancora moltissimi interrogativi.
Simonetta è nata a Livorno il 1° settembre 1963.
Anni fa si è rivolta al Tribunale per i Minorenni di Firenze nella speranza di poter conoscere qualcosa in più sulla propria madre biologica. Le informazioni ricevute, tuttavia, sono state pochissime.
Una delle poche indicazioni riguarda una donna identificata con il nome “Rina”, che potrebbe però essere un nome fittizio.
Secondo le informazioni emerse, questa donna potrebbe appartenere a una nota e influente famiglia di Roma ed essere la nipote di un avvocato.
Sono informazioni che Simonetta non considera certezze, ma possibili elementi attraverso i quali provare oggi a ricostruire una storia rimasta per troppo tempo senza risposte.
UNA GRAVIDANZA LONTANO DA CASA
Secondo quanto le è stato riferito, durante la gravidanza, o almeno negli ultimi mesi, la madre biologica avrebbe soggiornato a Rosignano.
È possibile che si sia trattato di una scelta della famiglia, forse per evitare che la gravidanza suscitasse domande o uno scandalo nell’ambiente di provenienza.
Ma anche questo è un elemento che Simonetta vorrebbe verificare.
Quello che invece conosce con maggiore precisione sono le circostanze della sua nascita.
Alle 3 del mattino del 1° settembre 1963, sua madre si sarebbe ricoverata presso la Casa di Cura Villa Tirrena di Livorno.
Alle 11 del mattino dello stesso giorno avrebbe dato alla luce Simonetta.
Le dimissioni della donna risulterebbero avvenute il 4 settembre alle ore 7.
Poi, il silenzio.
E una bambina che avrebbe iniziato la propria vita lontano dalla madre biologica.
DOPO PIÙ DI SESSANT’ANNI, LA RICERCA RICOMINCIA
Simonetta non conosce il destino della donna che l’ha messa al mondo.
Non sa con certezza quale fosse il suo vero nome.
Non sa cosa sia accaduto nella sua vita dopo quella nascita.
Non sa se abbia avuto altri figli, se abbia costruito una famiglia o se, ancora oggi, conservi dentro di sé il ricordo di quella bambina nata a Livorno nel 1963.
Ed è proprio per questo che oggi lancia questo appello.
Non lo fa con rabbia.
Non cerca colpevoli.
Cerca risposte.
“VORREI SOLO DARE UN VOLTO A MIA MADRE”
Simonetta immagina che oggi quella donna possa avere circa 80 anni.
E le piace pensare che, forse, anche lei possa avere ancora il desiderio di conoscere quella figlia che ha messo al mondo più di sessant’anni fa.
“Vorrei che avesse voglia di conoscermi quanto io ne ho di conoscere lei.”
Non pretende di entrare nella sua vita.
Non vuole sconvolgere la famiglia che eventualmente la donna ha costruito nel corso degli anni.
Vorrebbe semplicemente poter interloquire con lei o con uno dei suoi familiari, conoscere la propria storia e, se sua madre è ancora viva, poterle dare finalmente un volto.
E soprattutto poterle dire una parola che porta dentro da tutta la vita:
grazie.
Simonetta racconta di aver avuto una vita bellissima, dignitosa, fortunata e piena d’amore.
Non cerca la madre biologica per sostituire la famiglia che l’ha cresciuta.
La cerca perché una parte della propria storia è rimasta senza un volto.
ANCHE UN FIGLIO O UN PARENTE POTREBBE RICONOSCERE QUESTA STORIA
L’appello non è rivolto soltanto alla possibile madre biologica.
Potrebbe essere letto da un figlio, una figlia, un nipote, un familiare, un’amica di gioventù o qualcuno che conosce quella storia.
Qualcuno potrebbe riconoscere la descrizione di quella giovane donna che nel 1963 soggiornò a Rosignano, si ricoverò a Livorno nelle prime ore del 1° settembre e diede alla luce una bambina alle 11 del mattino.
Una sola informazione potrebbe permettere di aggiungere un tassello fondamentale a una ricerca che dura da decenni.
IL CONTATTO PUÒ AVVENIRE ANCHE IN FORMA ANONIMA
Se la donna che riconoscesse questa storia fosse proprio la madre biologica di Simonetta, oppure un suo familiare, può contattare Laura Perspicace attraverso il sito “Figli Adottivi Cercano Genitori Biologici”.
Il contatto potrà avvenire in forma privata e anonima, nel pieno rispetto della riservatezza e della vita attuale di chiunque decida di farsi avanti.
Non è necessario esporsi pubblicamente.
Non è necessario sconvolgere la propria vita.
Simonetta chiede soltanto la possibilità di conoscere le proprie origini e, se sarà possibile, di guardare negli occhi la donna alla quale deve la propria vita.
Perché, in fondo, conoscere le proprie origini significa anche poter guardarsi allo specchio e chiedersi:
“A chi assomiglio? Da dove vengo? Qual è la storia che mi ha portato fin qui?”
🙏 CHIEDIAMO A TUTTI LA MASSIMA CONDIVISIONE.
Forse questo appello arriverà proprio alla persona che Simonetta cerca.
Forse a qualcuno che conosce quella storia.
O forse, dopo più di sessant’anni, arriverà finalmente alla donna che il 1° settembre 1963, alle ore 11, diede alla luce una bambina a Livorno.
Quella bambina oggi è una donna.
E vuole soltanto conoscere la propria storia.



































































