❤️ FILIPPO CERCA LE SUE ORIGINI

Ci sono storie che iniziano con poche informazioni, ma con un desiderio immenso di conoscere la propria verità.

Filippo scrive:

Buongiorno,
sono nato il 7 giugno 1972 a Brescia, presso l’Ospedale Civile di Brescia, con il nome di Filippo.

Successivamente sono stato portato presso la Onlus Centro Tonini Boninsegna e, dopo circa un anno, sono stato adottato, nel 1973.

Purtroppo non ho altri dati.

Oggi Filippo cerca di ricostruire quella parte della sua storia che ancora gli manca. Vorrebbe conoscere le proprie origini, sapere qualcosa in più sulla sua nascita e ritrovare quelle informazioni che possano aiutarlo a comprendere da dove proviene.

🔎 Ogni piccolo dettaglio potrebbe essere importante.

Un ricordo, un nome, una testimonianza o un’informazione legata alla sua nascita, al periodo trascorso presso il Centro Tonini Boninsegna o alla sua adozione potrebbero rappresentare un tassello prezioso per questa ricerca.

📢 Se qualcuno riconosce questa storia o possiede informazioni utili, può contattarci in privato.

Condividiamo l’appello: potrebbe raggiungere proprio qualcuno che conosce una parte della storia di Filippo.

❤️ Perché conoscere le proprie origini significa anche poter ricostruire una parte importante della propria identità.


“MAMMA, VORREI SOLO CONOSCERTI”: SIMONETTA CERCA LA DONNA CHE LE HA DATO LA VITA

Nata a Livorno il 1° settembre 1963, fu affidata in adozione con poche informazioni sulle proprie origini. Oggi, dopo oltre sessant’anni, cerca la madre biologica: una donna che potrebbe avere circa 80 anni e che forse apparteneva a una famiglia romana molto conosciuta.

Simonetta scrive.

Simonetta, però, potrebbe non essere il suo vero nome.

È il nome che le venne assegnato prima di essere data in adozione. È uno dei pochi punti fermi di una storia che, a distanza di oltre sessant’anni, presenta ancora moltissimi interrogativi.

Simonetta è nata a Livorno il 1° settembre 1963.

Anni fa si è rivolta al Tribunale per i Minorenni di Firenze nella speranza di poter conoscere qualcosa in più sulla propria madre biologica. Le informazioni ricevute, tuttavia, sono state pochissime.

Una delle poche indicazioni riguarda una donna identificata con il nome “Rina”, che potrebbe però essere un nome fittizio.

Secondo le informazioni emerse, questa donna potrebbe appartenere a una nota e influente famiglia di Roma ed essere la nipote di un avvocato.

Sono informazioni che Simonetta non considera certezze, ma possibili elementi attraverso i quali provare oggi a ricostruire una storia rimasta per troppo tempo senza risposte.

UNA GRAVIDANZA LONTANO DA CASA

Secondo quanto le è stato riferito, durante la gravidanza, o almeno negli ultimi mesi, la madre biologica avrebbe soggiornato a Rosignano.

È possibile che si sia trattato di una scelta della famiglia, forse per evitare che la gravidanza suscitasse domande o uno scandalo nell’ambiente di provenienza.

Ma anche questo è un elemento che Simonetta vorrebbe verificare.

Quello che invece conosce con maggiore precisione sono le circostanze della sua nascita.

Alle 3 del mattino del 1° settembre 1963, sua madre si sarebbe ricoverata presso la Casa di Cura Villa Tirrena di Livorno.

Alle 11 del mattino dello stesso giorno avrebbe dato alla luce Simonetta.

Le dimissioni della donna risulterebbero avvenute il 4 settembre alle ore 7.

Poi, il silenzio.

E una bambina che avrebbe iniziato la propria vita lontano dalla madre biologica.

DOPO PIÙ DI SESSANT’ANNI, LA RICERCA RICOMINCIA

Simonetta non conosce il destino della donna che l’ha messa al mondo.

Non sa con certezza quale fosse il suo vero nome.

Non sa cosa sia accaduto nella sua vita dopo quella nascita.

Non sa se abbia avuto altri figli, se abbia costruito una famiglia o se, ancora oggi, conservi dentro di sé il ricordo di quella bambina nata a Livorno nel 1963.

Ed è proprio per questo che oggi lancia questo appello.

Non lo fa con rabbia.

Non cerca colpevoli.

Cerca risposte.

“VORREI SOLO DARE UN VOLTO A MIA MADRE”

Simonetta immagina che oggi quella donna possa avere circa 80 anni.

E le piace pensare che, forse, anche lei possa avere ancora il desiderio di conoscere quella figlia che ha messo al mondo più di sessant’anni fa.

“Vorrei che avesse voglia di conoscermi quanto io ne ho di conoscere lei.”

Non pretende di entrare nella sua vita.

Non vuole sconvolgere la famiglia che eventualmente la donna ha costruito nel corso degli anni.

Vorrebbe semplicemente poter interloquire con lei o con uno dei suoi familiari, conoscere la propria storia e, se sua madre è ancora viva, poterle dare finalmente un volto.

E soprattutto poterle dire una parola che porta dentro da tutta la vita:

grazie.

Simonetta racconta di aver avuto una vita bellissima, dignitosa, fortunata e piena d’amore.

Non cerca la madre biologica per sostituire la famiglia che l’ha cresciuta.

La cerca perché una parte della propria storia è rimasta senza un volto.

ANCHE UN FIGLIO O UN PARENTE POTREBBE RICONOSCERE QUESTA STORIA

L’appello non è rivolto soltanto alla possibile madre biologica.

Potrebbe essere letto da un figlio, una figlia, un nipote, un familiare, un’amica di gioventù o qualcuno che conosce quella storia.

Qualcuno potrebbe riconoscere la descrizione di quella giovane donna che nel 1963 soggiornò a Rosignano, si ricoverò a Livorno nelle prime ore del 1° settembre e diede alla luce una bambina alle 11 del mattino.

Una sola informazione potrebbe permettere di aggiungere un tassello fondamentale a una ricerca che dura da decenni.

IL CONTATTO PUÒ AVVENIRE ANCHE IN FORMA ANONIMA

Se la donna che riconoscesse questa storia fosse proprio la madre biologica di Simonetta, oppure un suo familiare, può contattare Laura Perspicace attraverso il sito “Figli Adottivi Cercano Genitori Biologici”.

Il contatto potrà avvenire in forma privata e anonima, nel pieno rispetto della riservatezza e della vita attuale di chiunque decida di farsi avanti.

Non è necessario esporsi pubblicamente.

Non è necessario sconvolgere la propria vita.

Simonetta chiede soltanto la possibilità di conoscere le proprie origini e, se sarà possibile, di guardare negli occhi la donna alla quale deve la propria vita.

Perché, in fondo, conoscere le proprie origini significa anche poter guardarsi allo specchio e chiedersi:

“A chi assomiglio? Da dove vengo? Qual è la storia che mi ha portato fin qui?”

🙏 CHIEDIAMO A TUTTI LA MASSIMA CONDIVISIONE.

Forse questo appello arriverà proprio alla persona che Simonetta cerca.

Forse a qualcuno che conosce quella storia.

O forse, dopo più di sessant’anni, arriverà finalmente alla donna che il 1° settembre 1963, alle ore 11, diede alla luce una bambina a Livorno.

Quella bambina oggi è una donna.

E vuole soltanto conoscere la propria storia.


📢 Busco mis raíces en Bucaramanga: Alguien me reconoce?

Gabrix escribe:

Mi nombre al nacer fue Miley Tarazona y estoy buscando a mi familia biológica en Colombia, especialmente en la zona de Bucaramanga.

Nací en Colombia y fui adoptada por una familia italiana de Nápoles en diciembre de 1984. Antes de la adopción viví en el orfanato de Santa Teresita, bajo el Instituto de Bienestar, y fui cuidada por las Hermanas del Divino Amor, en su casa hogar de Bucaramanga.

Según los documentos que tengo, fui encontrada mendigando en la calle, y después de un año sin que nadie denunciara mi desaparición, fui declarada adoptable.

📌 Mi fecha de nacimiento

La fecha registrada es 12 de septiembre de 1980, pero NO es la real.
Las Hermanas del Divino Amor me dijeron, cuando regresé después de 25 años, que en verdad nací en junio de 1981, pero que tuvieron que modificar la fecha por razones burocráticas durante el proceso de adopción.

🙏 Lo que deseo encontrar

Nunca supe nada de mis padres biológicos, a quienes respeto profundamente por la decisión tomada.
Hoy deseo, con el corazón en la mano:

  • conocer mi verdadera historia,
  • encontrar a mis padres biológicos,
  • y descubrir si tengo hermanos o hermanas.

📸 Foto adjunta

Adjunto una foto de cuando fui adoptada de pequeña, con la esperanza de que alguien pueda reconocerme o reconocer algún rasgo familiar.

Si tienes cualquier información, por mínima que sea, por favor contáctame.
Tu ayuda podría cambiar mi vida.

Gracias de corazón.


“Cerco la verità per mia madre. Merita di sapere chi è.”

Ester scrive:
oggi scrivo questo appello con amore, rispetto e una profonda speranza.
Lo faccio per mia madre, Nadia Anna, una donna che porta nel cuore una storia interrotta, fatta di silenzi e di domande senza risposta.
Mia madre è nata a Torino, il 18 febbraio 1964, alle 4:30 del mattino, in Corso Spezia 60.
Alla nascita è stata riconosciuta dalla mamma biologica, Graziella C., originaria di Bari.
Il padre biologico si chiamava Gaetano, nato a Corleone, ma il cognome purtroppo è rimasto sconosciuto, inghiottito nel tempo.
Nonostante il riconoscimento, qualcosa è successo negli anni successivi.
Qualcosa che nessuno ha mai raccontato veramente.
Il 26 agosto 1968, quando mia madre aveva appena quattro anni, venne affidata all’orfanotrofio di Superga, a Torino.
Un passaggio improvviso, difficile da comprendere, che ha lasciato in lei un grande vuoto e una lunga serie di domande.
Mia madre merita delle risposte.
Merita di conoscere la verità sulle sue origini, sulla sua famiglia biologica, sui motivi che hanno portato a quell’allontanamento.
Per questo oggi vi chiediamo aiuto.
Se qualcuno ricorda Graziella C., una donna originaria di Bari, oppure un Gaetano di Corleone legato alla nascita di una bambina nel 1964…
se qualcuno ha vissuto o lavorato presso l’orfanotrofio di Superga in quegli anni…
o se ha anche solo un frammento di memoria che possa essere utile…

vi preghiamo di condividerlo.

Condividete questo appello.
Fatelo viaggiare lontano.
Perché ogni condivisione può illuminare una storia rimasta troppo a lungo nell’ombra.
E forse, grazie a voi, una madre potrà finalmente ricongiungersi alla sua verità.

Ester, per sua madre Nadia Anna.


🌿 La voce di Lorella: “Cerco le mie radici, cerco me stessa”

Lorella scrive:
sono nata a Brindisi il 10 marzo 1959.
La mia storia inizia con un mistero: sono stata adottata quando avevo appena nove mesi, troppo piccola per ricordare, abbastanza grande per portare nel cuore un’assenza che non ha mai smesso di farsi sentire.

Alla nascita mi furono dati un nome e un cognome :
Luisa Vileti ,credo che fosse un cognome fittizio, scelto non per raccontare chi ero, ma forse per proteggere, per nascondere, per cancellare.
Ma io non voglio essere cancellata.
Io voglio conoscere la mia verità.
Voglio sapere chi mi ha messa al mondo, chi ha pronunciato il mio primo nome, Luisa, e perché quel nome e quel cognome sono rimasti sospesi nel tempo come un eco lontano.
Dentro di me c’è un desiderio profondo, antico, che non si spegne:
trovare le mie origini.
Ritrovare un volto, una storia, una spiegazione.
Anche solo uno sguardo che somiglia al mio.
Non cerco colpe, non cerco giudizi.
Cerco soltanto la verità della mia vita.
Se qualcuno riconosce quel nome – Luisa, nata a Brindisi nel 1959 – o ricorda una bambina adottata nei suoi primi mesi di vita… vi prego, aiutatemi.
Condividete questo appello.
Una sola condivisione può accendere una luce nel buio, può unire fili che il tempo ha spezzato, può restituire a una donna le sue origini… e una parte di sé.

Lorella.