

Nadia mi scrive: Torino – Una storia di dolore, separazione e speranza arriva da Nadia, che oggi cerca sua sorella Elisabetta, nata nel 1970 e affidata a un’altra famiglia poco dopo la nascita.
Secondo il racconto di Nadia, sua madre, allora diciassettenne, diede alla luce la bambina il 15 novembre 1970 all’istituto IP di Corso Giovanni Lanza 75, Torino. La madre scelse il nome Elisabetta, ma, essendo minorenne, non poté tenere la figlia: i suoi genitori si opposero fermamente e la neonata rimase nell’istituto fino ai primi giorni di settembre 1971, quando fu adottata da una famiglia facoltosa, probabilmente italiana o svizzera.
Da quel momento, la madre di Elisabetta non ha mai smesso di chiedersi se la figlia sia viva e stia bene. Oggi, Nadia ha preso in mano la ricerca: “Vorremmo solo sapere se è viva. Niente di più. Mia madre non vuole disturbarla, vuole solo sapere che la sua bambina sta bene”, racconta.
Non si tratta di curiosità né di voler interferire nella vita di Elisabetta, ma di un bisogno di verità e di pace per una donna che per decenni ha custodito un dolore silenzioso.
L’appello di Nadia è rivolto a tutti: chiunque possa avere informazioni o semplicemente condividere la notizia, può contribuire a dare una possibilità a questa famiglia di ritrovarsi dopo 54 anni di separazione.
Contatti e condivisioni possono rappresentare un passo decisivo per ricongiungere madre e figlia e completare una storia interrotta troppo presto.













































































