

Tina scrive: oggi porto avanti una ricerca che non appartiene solo a me, ma soprattutto a mia madre.
Lei si chiamava Rosa nata il 4 febbraio 1915 a Napoli, e subito dopo la nascita fu portata all’Annunziata di Napoli, come accadeva a molti bambini dell’epoca.
Fin da giovane, mia madre ha cercato disperatamente le sue origini.
Tutte le volte che tornava nel suo vecchio istituto, bussava con speranza, chiedendo se qualcuno l’avesse cercata, se esistesse ancora una madre, un nome, una storia da ritrovare.
Ma le risposte che riceveva erano sempre fredde, dure, devastanti.
Le dicevano che, anche se sua madre biologica fosse mai tornata a cercarla, le avrebbero risposto che la figlia era morta.
Un colpo al cuore.
Un modo crudele per spegnere ogni sua speranza.
Eppure, mia madre non ha mai smesso di cercare.
Non ha mai smesso di credere che da qualche parte, nel mondo, ci fosse qualcuno che un giorno avrebbe potuto riconoscerla.
Purtroppo è morta senza avere quella risposta, senza poter guardare negli occhi la donna che l’aveva messa al mondo.
Oggi tocca a me.
Continuo io la sua ricerca.
Lo faccio per lei, per quella bambina del 1915 strappata alla sua identità, per quella donna che ha vissuto tutta la vita con un vuoto nel cuore.
Se qualcuno conosce il nome Rosa,
se qualcuno sa qualcosa dell’Annunziata di Napoli nei primi decenni del Novecento,
se qualcuno ha testimonianze, storie, anche piccole, che possano aiutarmi…
vi prego, contattatemi.
Condividete questo appello.
Ogni condivisione può essere un passo verso la verità,
un gesto d’amore verso una donna che ha cercato tutta la vita
e verso una figlia che oggi continua a cercare per lei.
Tina.




